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Il
Viaggio di Alex
di Alex Di Nicolò
Presentazione
Viaggiare,
detto in questo periodo, fa pensare a vacanze da sogno in isole
lontane, palme, spiagge bianchissime e desolate. No, nel caso
che sottoponiamo ai navigatori di NardòWeb, è
il racconto di un nostro amico siciliano, fortunato, che per
approfondire la conoscenza delle lingue straniere, viaggia e
racconta la sua esperienza a suoi coetanei.
Dalle sue parole emerge la soddisfazione di conoscere luoghi
e persone diverse e lontane, ma sempre la necessità di
confrontare tutto il mondo con la propria terra d'origine.
Il viaggio comincia da Catania e, già dai primi momenti,
si cerca nel volto degli altri viaggiatori i lineamenti familiari.
Una ricerca che prosegue nel clima e nell'ambiente circostante.
In conclusione: si può arrivare sul tetto del mondo ma,
anche per i giovani, niente e nessuno riuscirà mai tagliare
le proprie radici.
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Parte
I
La
mia avventura è cominciata giorno 17 Giugno. Dopo aver
preso un aereo di linea per spostarmi da Catania a Roma, finalmente
mi sono imbarcato per il volo F016 QUANTAS, destinazione Sydney.
L'aereo è molto grande, un Boeing 747 e sono molte le
persone che vi salgono sopra: il 30% sono australiani, il restante
70% sono tutti italiani per la maggior parte emigrati e figli
di emigrati che vanno a trovare parenti nel lontano continente.
Dopo essere salito a bordo, arrivo nel posto assegnatomi e vi
trovo qualcosa che già mi fa presagire che quello che
sto per fare non è più un semplice viaggetto di
linea ma qualcosa di molto più intenso: sul sedile vi
sono appoggiati infatti una coperta, una cuffia audio e un kit
comprendente mascherina da notte, dentifricio e spazzolino.
Per la testa cominciano a girare diversi pensieri che non fanno
altro che rendermi sempre più ansioso. Comunque, dopo
circa mezzora l'aereo parte e sullo schermo posto di fronte
ai passeggeri viene proiettata una cartina geografica rappresentante
il luogo in cui si trovava l'aereo in quel determinato momento
oltre ad altre informazioni come la temperatura all'esterno,
l'orario nel luogo di partenza e in quello di arrivo, i chilometri
percorsi e quelli da percorrere.
Il viaggio è lunghissimo, non me lo sarei mai aspettato
che potesse durare così a lungo: all'interno dell'aereo
si perde la cognizione del tempo; ci si sente un po' storditi.
A bordo non c'è nulla da fare se non guardare i film
che vengono proiettati, ascoltare musica, leggere un libro,
andare in bagno o mangiare quello che viene servito (si mangia
anche se non si ha fame, tanto non c'è nient'altro da
fare!).
È stranissima la sensazione che si prova quando si vede
sullo schermo che si stanno sorvolando zone come Iran, Iraq,
India, luoghi lontanissimi che ho avuto modo di vederle solo
attraverso i libri di geografia di scuola. Sopra l'aereo ci
si sente dispersi, come un granellino di sabbia sopra l'oceano!
Dopo 12 lunghissime e estenuanti ore di volo arrivo a Bankok.
Mi sento libero, felice di poter mettere piede a terra! Una
volta aperto il portello di bordo, scendo e sono investito da
un caldo terrificante, umido, intollerabile! Fortunatamente
all'aeroporto c'è l'aria condizionata!
Stanco morto mi siedo su una sedia e mi diverto a vedere gli
agenti aeroportuali che controllano tutti i passeggeri degli
altri voli con il metal detector come se fossero dei banditi
o dei criminali. Dopo un'ora ci è permesso di risalire
a bordo; nel frattempo l'aereo è stato pulito.
La seconda parte del viaggio dura 8 ore: ma il bello è
che ancora non sono arrivato a destinazione perché sono
giunto a Melbourne! Una cosa stranissima che non ho mai visto
fare in tutti i voli che ho fatto nella mia vita è vedere
gli inservienti di bordo che prima di atterrare, spruzzano sui
passeggeri un disinfettante dall'odore di menta. È strano,
mi sento come una pollo prima di essere portato al macello!
Non è nulla: solo che come ben si sa, l'Australia è
un continente isolato con una flora e una fauna particolare
uniche al mondo. Per evitare di portare microrganismi che magari
non vivono in Australia si usa questa precauzione.
Una volta sceso dall'aereo ci viene fatto compilare un modulo
nel quale dichiariamo di non portare con noi semi di piante,
cibo o altro, e di non essere stati negli ultimi giorni in Africa
o in qualche fattoria. Risalito a bordo finalmente parto per
Sydney e vi giungo circa due ore dopo.
Quando scendo all'aeroporto sono stordito, molto confuso. Sono
le sette del mattino eppure l'orologio mi indica le 23:00!
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