Le masserie fortificate

LE MASSERRIE FORTIFICATE
di G. De Tuglie

L'entroterra della costa salentina offre un'interessante attrattiva al turista che voglia abbandonare mare, spiagge e scogli per avventurarsi alla scoperta del territorio: le masserie fortificate.
Gli insediamenti rurali fortificati sono una caratteristica comune a tutta la Terra d'Otranto; non bisogna dimenticare che siamo in un territorio aperto ad ogni tipo di scorrerie da quella dei pirati barbareschi ( il grido "Mamma li turchi" echeggiò a lungo su queste coste) a quelle dei briganti ottocenteschi.
Ma il territorio di Nardò è quello che ne raccoglie il numero maggiore, trentatre, conservandone, in alcuni casi, ancora le funzioni di centro di aziende agrarie e mantenendo quindi la possibilità di osservare le caratteristiche peculiari di una civiltà contadina che ebbe un ruolo fondamentale nell'economia, nei costumi, nella società di questo lembo d'Italia.
Contraltare del sistema di sicurezza creato sulla costa da Carlo V di Spagna con il formidabile complesso delle torri costiere, le masserie fortificate ebbero l'importante funzione di presidiare il territorio agricolo per consentire la coltivazione - il centro abitato spesso era molto lontano - e poterne difendere la produzione.
Le masserie fortificate si ergono ancora nella piatta campagna salentina dove furono costruite tra il XV e il XVIII secolo e sono un esempio di archeologia contadina che descrive ancora oggi gli usi e i costumi di una civiltà che va progressivamente scomparendo e rappresentano, pur nell'abbandono di molte di esse, un monumento a quell'artigianato colto della pietra del ferro e del legno che ha fatto bella e piena di innumerevoli tesori d'arte l'Italia.
La costruzione di una masseria tipica si sviluppa attorno all'elemento essenziale che era la torre di avvistamento e difesa a forma di prisma, talvolta circolare, a due paini e dotata di feritoie e piombatoi; i muri sono di spessore notevole (fino a quattro metri), l'altezza raggiunge anche i 16 metri.
Il piano terra della torre era accessibile attraverso una porta di legno robustissimo sovrastata da apposito architrave, il locale mostra una volta a botte ed era usato come luogo di conservazione dei prodotti e come cucina.
Sulla volta del piano terra si apre una botola che porta, tramite una scala a pioli retraibile, al primo piano dove, in genere, si trovano due locali comunicanti tra loro e dotati di camini che erano l'abitazione del massaro e il deposito dei beni di maggior valore come le provviste ma custodivano anche le armi necessarie alla difesa.
Un'altra botola sul soffitto conduceva alla terrazza della torre da dove si potevano condurre le varie manovre difensive. Adiacente alla torre si sviluppa un esteso cortile (curte) circondato da muri alti anche quattro metri con i ricoveri per gli animali e le stalle per i bovini, capanni per gli attrezzi agricoli, abitazioni per il personale bracciantile, fienili, granai, pollai, in alcuni casi la colombaia, magazzini vari, la cisterna, il pozzo e i relativi abbeveratoi, in qualche masseria più grande anche il palmento, il tappeto sotterraneo e una chiesetta.
Questa struttura rendeva la masseria un vero e proprio centro agricolo autosufficiente con competenza su centinai e centinaia di ettari di terreno e con la conseguente presenza di una popolazione stabile di contadini e pastori che potevano giungere anche al numero di cinquanta unità, popolazione che poteva più che raddoppiare in periodo che richiedevano maggior lavoro come la mietitura o la raccolta delle olive.
Il grande numero di masserie esistenti in agro di Nardò sono giustificate dalla notevole estensione del territorio comunale che rendeva difficile sia il rientro in città a fine lavoro che il raggiungere i campi all'alba, orario di inizio del lavoro indifferibile in queste zone a clima molto caldo nella stagione estiva.
Oggi alcune masserie possono essere visitate, altre sono diroccate, qualcuna è funzionante perfettamente restaurata (Console) grazie alla sagacia dei suoi proprietari, qualcun'altra come La Grande è stata completamente demolita per lasciare il posto a moderne aziende agrozootecniche.
Esistono percorsi indicati in pubblicazioni apposite che legano le masserie più significative per fornire al turista un contatto con le tradizioni e al storia di questa terra più concreto di qualunque descrizione. Al turista la capacità di cogliere le occasioni di una rivisitazione di un mondo ormai profondamente mutato se non scomparso.

 
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