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Cose Nosce
di
Marcello Gaballo
Fino
a circa 50 anni fa i giovani neretini erano soliti andare in
giro per le masserie sparse nel territorio in occasione della
festivita' di S.Lazzaro (maggio).
Al suono delle chitarre, dei mandolini o dei tamburrelli, cantavano
concludendo con il seguente stornello: "Santu Lazzaru mia
piatusu, 'na pezza di casu o 'nu pilusu", per chiedere
formaggio o perlomeno "'nu pilusu", un tipo di formaggio
ottenuto con i resti della lavorazione delle forme vere e proprie,
della grandezza di circa 7-8 cm di diametro e del peso di circa
150 grammi.
Dal
paese di Cellino S. Marco ha preso il nome l' oliva "Cellina
o saracenica (dial. cilina)", una varieta' piu' rustica
della "ogliaruola (dial. ugghiarola)", ma piu' resistente
di questa alle intemperie ed al gelo, e che da' un olio piu'
dolce e saporito.
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