I cosmetici per la pulizia della pelle

di Marcello Gaballo

La natura, fra i tanti rimedi, fornisce anche quelli utili per la pulizia delle pelle, che dai nostri avi la si voleva bianca e lucida, "comu queddha ti li signure", ritenendo la pelle scura e abbronzata un segno di popolanita' e propria delle contadine.
Le nostre nonne raccoglievano la linfa della vigna ancora verde in un vasetto ben pulito, per spalmarlo poi, in modiche quantita', sulle macchie della pelle esposta a lungo al sole cocente.
I chicchi ancora verdi dell' orzo, stemperati nel latte, danno un liquido lattiginoso che veniva utilizzato per togliere le impurita' delle pelle, rendendola cosi' piu' lucente.
La lanuggine che riveste la parte interna del baccello delle fave verdi veniva sfregata ogni sera sul viso per ravvivarne il colorito.
Qualcuno otteneva lo stesso risultato col succo fresco dei cocomeri ("li minunceddhe").
La farina di fave e quattro semi freddi mischiati col latte tiepido rendono piu' chiara la pelle, togliendo quelle antiestetiche macchie che si formano dopo l' esposizione al sole.
Un ultimo cosmetico si otteneva nel seguente modo: si raccoglieva ed essiccava la pianta della malva in tutte le sue parti e si faceva bollire col decotto di piantaggine ("lengua ti cane" o "lengua ti pècura").
Col liquido ottenuto si detergeva la pelle macchiata dal sole, risultandone piu' chiara e lucida.


   
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