25.11.2001
I
rimedi della nonna
di
Marcello Gaballo
Per
favorire il sonno dei figlioletti vivaci le mamme di una volta spropositatamente
davano loro da bere un infuso di "papàuru giallu" (papavero
giallo), i cui semi venivano raccolti dalle piante che ancora oggi crescono
sopratutto nelle localita' di mare.
Piu' frequente
era però l utilizzo dell' infuso di camomilla, bevuto anche per
sedare i dolori intestinali e nei casi di mestruazioni dolorose.
Nel caso di ascessi dei tessuti (volg. "fau", cioe' favo, formato
da piu' foruncoli) si trattava la parte con un empiastro di "lampasciuni"
o di fiori e foglie di malva.
Contro le screpolature
della pelle ("peddhe intisciata") si facevano frizioni serotine con
olio d'oliva e cera.
Le unghie incarnite si curavano con l' empiastro di pomodori e zucchero, tenuto
sulla parte per almeno due notti.