I RISCHI DELLA RETE part. II

di G. Geusa


Abbiamo visto nel precedente articolo in che modo virus e trojans costituiscano un pericolo per la sicurezza in rete e per il computer più in generale. In questa seconda sezione dedicata ai rischi di internet cercherò di fornire alcune informazioni ulteriori.
Muoversi nel mare della grande rete è senza dubbio un'esperienza entusiasmante… La varietà di informazioni e contenuti, in costante evoluzione, danno un senso concreto all'espressione "non basta una vita per vedere tutto". Tuttavia questa libertà di movimento comporta anche la possibilità di fare degli incontri non graditi. Come dicevo prima navigare in internet è come muoversi in un mare. L'aspetto che però a sfugge molti è che in questa navigazione ognuno di noi non è un comandante al timone della sua nave. No. In realtà se dovessi fare un paragone calzante, io mi riferirei piuttosto a qualcosa che sta sotto l'acqua, non sopra. Io direi che siamo delle sardine. Si, decisamente la quasi totalità degli utenti di internet può essere paragonata ad un enorme banco di sardine in movimento. Il che non sarebbe poi un gran problema se non fosse per il fatto che in giro c'è qualche barca di pescatori; non molte sia chiaro. In realtà il numero dei soggetti in grado di pescare è assolutamente esiguo e altrettanto esigue sono le probabilità di incappare nelle loro reti. Esigue ma non uguali a zero...
A questo punto credo che sia opportuno riportare il discorso sui binari di partenza e cominciare a parlare di quello che finora ho lasciato solo intuire. Con l'espressione pirateria informatica si è soliti fare riferimento ad un gruppo di fenomeni eterogenei e di soggetti di diversa natura. In realtà l'espressione pirata informatico viene impropriamente usata, nella maggior parte dei casi, per definire delle persone che pirati non lo sono affatto. Tuttavia, ai fini della trattazione, utilizzerò come punto di partenza questa definizione per specificare meglio le caratteristiche dei vari soggetti ed in che modo essi possano costituire un pericolo per ciascuno di noi. In ordine di importanza i primi da prendere in esame sono gli Hacker. Le origini del movimento hacker possono essere fatte risalire agli inizi degli anni '60, quando alcune università americane (il MIT in testa) dopo essersi dotate di elaboratori elettronici li "affidarono" ai propri studenti con il compito di sviluppare sistemi operativi e programmi. Gli anni che seguirono segnarono indelebilmente la storia dell'informatica. Uomini come Ken Thompson (il creatore del sistema operativo UNIX), Dennis Ritchie (l'inventore del linguaggio di programmazione C) nonché Linus Torvalds (il padre di LINUX) oltre ad apportare delle enormi innovazione nel mondo dell'informatica, sono anche da considerarsi come i capostipiti della cultura hacker. Contemporaneamente al lavoro di queste persone, lo sviluppo di ARPAnet (il progenitore della rete attuale) permise alle varie comunità di hacker che si erano sviluppate di mettersi in contatto e scambiare le conoscenze acquisite. Si stava avviando una rivoluzione tecnologica che avrebbe avuto enormi ripercussioni sulla vita di ciascuno di noi.
Dare una definizione che possa validamente definire gli hacker attraverso gli anni non è semplice, anche a causa della notevole opera di disinformazione portata avanti dai mass-media in questo ambito. Dal mio punto di vista un hacker è soprattutto una persona mossa da una enorme sete di conoscenza. E' una persona che non si accontenta semplicemente di usare un programma o un computer o un sistema operativo, ma ha bisogno di capire quale sia il funzionamento di quello che hanno fra le mani. Hanno bisogno di capire, ad esempio, quali sono i limiti ed i difetti di un qualsiasi software nonché come ed in che misura quel programma può essere modificato in base alle loro esigenze. E quanto appena detto è ovviamente applicabile anche ad internet. E' vero che gli hacker con i loro continui tentativi di accedere illecitamente ai web server commettono tecnicamente un reato. Ma è altrettanto vero che il fine ultimo che li muove non è quello di trarre un indebito lucro da queste attività, quanto piuttosto quello di testare la sicurezza di un sistema per scovarne i limiti. E' una sfida alla loro bravura ed è un qualcosa che fanno per pura soddisfazione personale. I veri hacker, insomma, a differenza delle categorie di pirati informatici che esamineremo più avanti, operano in base ad una loro etica. Proprio in virtù di quanto detto appare chiaro che difficilmente un hacker costituirà un reale pericolo per chiunque di noi. In effetti estremamente remota è proprio l'idea che noi possiamo suscitare un qualche interesse per lui! A meno che l'hacker non sia mosso da qualcosa di personale contro di noi, nel qual caso sarebbe auspicabile abbandonare l'informatica come hobby e dedicarsi ad altro...
Gli anni '80 sono stati caratterizzati dalla comparsa dei primi veri pirati informatici. Dotati di conoscenze informatiche non dissimili da quelle degli hacker, i cracker ebbero primato di portare all'attenzione dell'opinione pubblica la vulnerabilità della grande rete, mostrando come dati che sarebbero dovuti rimanere riservati, potevano essere sottratti e sfruttati per ottenere dei guadagni illeciti. In realtà i cracker utilizzavano per i loro scopi degli strumenti del tutto analoghi a quelli degli hacker; a differenza di questi ultimi, tuttavia, la violazione di un sistema non era il fine ma il mezzo per ottenere informazioni come numeri di carte di credito, documenti riservati oppure più semplicemente per causare danni ai sistemi in cui si intrufolavano.
L'enorme sviluppo che ha avuto internet nell'ultimo decennio ha dato un contributo determinante alla diffusione della pirateria informatica nella accezione più deleteria del termine. L'enorme mole di informazioni che circolano sul web danno ormai la possibilità a chiunque di documentarsi sulle tecniche di base della pirateria. Si sprecano inoltre i siti dai quali è possibile scaricare i più svariati programmini per arrecare danni alle malcapitate vittime. Mail bomber, nuker, trojans, virus sono solo alcuni degli strumenti con cui si diletta questa nuova categoria di pirati: i lamers. Paradossalmente questi soggetti pur essendo i meno preparati da un punto di vista tecnico sono al contempo i più pericolosi per il comune navigatore. Con un minimo di accortezza e di conoscenze, in realtà, un lamer può al limite provare ad infastidirci. Ma non potrebbero mai costituire un grosso rischio per la nostra sicurezza. Un lamer non sarebbe in grado di intercettare e decodificare il pacchetto di dati su cui viaggia crittato il numero della nostra carta di credito neanche se per un divino errore di instradamento il loro computer fosse uno dei nodi di passaggio. Tuttavia il punto decisivo a favore dei lamer risiede nel fatto che per la maggioranza degli utenti internet è complicato perfino configurare correttamente il proprio browser o il client di posta elettronica (e questo vale, ahimè, soprattutto per gli utenti italiani). Si tratta, in buona sostanza, di prede facili.
Un discorso a parte va poi fatto per i cosiddetti phreacker i quali possono solo latamente essere considerati dei pirati. L'attenzione di questi soggetti si focalizza infatti sulle reti telefoniche e sul loro funzionamento. Anche in questo caso la finalità è illecita ed è quella di riuscire a collegarsi alle linee telefoniche "a scrocco", magari ai danni di qualche ignaro abbonato o di un numero verde. Non ritengo comunque che i phreacker vadano a costituire una categoria vera e propria. Direi piuttosto che le tecniche di phreackeraggio sono solo un aspetto dell'attività dei cracker o degli hacker.
Concludo questo articolo con una considerazione. Credo che le tematiche trattate finora siano decisamente interessanti e suppongo che qualcuno di voi abbia il desiderio di andare oltre le semplici informazioni da me riportate. Se questa voglia di conoscenza è dettata da finalità di basso profilo (magari adesso non vedete l'ora di andare alla ricerca di qualche programmino da lamer e non è improbabile che lo troviate) il mio consiglio è solo uno: lasciate perdere! E dico questo per vari motivi: 1) rovistando fra i siti di pirati avete delle buone probabilità di beccarvi qualche virus; 2) se scaricate un trojan state pur certi che nel tentativo di capire come funziona installerete sul vostro computer la parte server, trasformandovi da aspiranti carnefici in sicure vittime; 3) a far giochetti in rete si rischia sempre e se si va a far gli stupidi con le persone sbagliate ci si ritrova in men che non si dica con la polizia che suona al campanello di casa!(questo a beneficio di chi non sapesse che navigare in internet è come camminare in strada con la fotocopia della propria carta d'identità incollata sulla maglietta).
Per quanti invece desiderino approfondire gli argomenti trattati con il fine di approfondire le proprie conoscenze in materia, il mio consiglio, anche in questo caso, è solo uno: fatelo! Aprite la pagina di un motore di ricerca, immettete i parametri di ricerca che vi interessano e buon viaggio! So che potrei darvi qualche link per agevolarvi il compito. So anche che l'ideale, forse, sarebbe una bella lista di indirizzi fra i quali scegliere quelli che vi sembrano più interessanti... Tuttavia io non sono Amadeus e questo non è il "Quiz Show"! E per fortuna internet non è la TV. Quindi se siete fra quelli che hanno lo stomaco in grado di digerire solo le pappe precotte che vengono sfornate a ciclo continuo dalla televisione, sbrigatevi! Che cosa ci fate ancora davanti al monitor? Spegnete tutto e correte ad accendere la TV! Magari siete ancora in tempo per vedere gli ultimi 10 minuti del vostro programma preferito. Se invece siete degli esseri umani che vogliono ampliare le proprie conoscenze ed espandere i propri orizzonti, non avete che da seguire il suggerimento che vi ho dato precedentemente: aprite un'altra finestra, scegliete un motore e avviate la ricerca. Fra le altre cose, internet è anche uno sconfinato serbatoio di informazioni. Troverete di sicuro quello che state cercando. E anche molto di più.

 

 
   
Copyright © 2000 Fare Web S.a.s. Tutti i diritti sono riservati