I RISCHI DELLA RETE
di G. Geusa


Ricordo come se fosse accaduto solo ieri il giorno di alcuni anni fa in cui il mio carissimo amico Piero comprò il primo PC della sua vita …era evidentemente soddisfatto dell'acquisto e di certo, a suo modo, si sentiva un pioniere dell'era informatica !!! Ricordo altrettanto bene il pomeriggio in cui per la prima volta gli parlai dei virus informatici… " i nemici del computer ". I suoi occhi erano sbarrati e se, anziché nella vita reale, ci fossimo trovati in un cartone animato, dalla sua testa sarebbe spuntato un mazzetto di punti interrogativi. Ammetto che in quell'occasione calcai la mano, approfittando dell'inesperienza del mio interlocutore, inventando storie su fantomatici virus che provocavano l'autodistruzione dell'intero computer o che riuscivano a "friggere" il microprocessore disattivando la ventolina di raffreddamento.
Suppongo che qualcuno di voi, a questo punto, stia sorridendo dopo aver letto questo preambolo un po' faceto. In effetti, la storia è abbastanza divertente ma, a voler analizzare la situazione con occhio critico, avrebbe avuto molto più di che sorridere e star tranquillo il protagonista della premessa di quanto ciascuno di noi non possa fare oggi. Fino a 4/5 anni fa internet era un fenomeno assolutamente elitario e l'utente medio di computer aveva decisamente poco di cui preoccuparsi. Il rischio principale (se non unico) che si correva, era quello che il proprio sistema fosse infettato dopo avere usato un floppy disk contenente un virus. Rischio che, per inciso, poteva facilmente essere neutralizzato avendo l'accortezza di far analizzare il floppy ad un buon programma antivirus. Attualmente il panorama è mutato radicalmente. L'equazione utente pc = navigatore in internet ha una valenza pressoché totale e questo comporta, fra l'altro, che un virus può essere introdotto nel nostro sistema in una varietà di nuovi modi, mentre dal punto di vista delle protezioni non esiste uno strumento che possa essere considerato universalmente valido. A questo punto credo che sia opportuno dare una definizione per capire meglio di cosa stiamo parlando. Detto in termini abbastanza elementari un virus informatico è un programma che, contro la nostra volontà, è in grado di installarsi sul nostro computer per causare danni di varia natura. Si tratta, in altre parole, di una serie di istruzioni deputate in parte alla replicazione dell'intero programma virale e in parte ad eseguire dei comandi veri e propri. Gli effetti causati dall'esecuzione di questi comandi sono molteplici: possono cancellare delle directory o delle file (ad esempio tutti i documenti scritti con Word); possono provocare l'inutilizzabilità di alcuni programmi di cui l'utente si serve normalmente (wordprocessor, fogli elettronici, browser, lo stesso Windows e così via); possono obbligare il computer a formattare il disco fisso al riavvio successivo, con la conseguenza che tutti i dati presenti vengono cancellati automaticamente. E questo solo per citare alcune delle numerosissime possibilità …. Vorrei adesso ricollegarmi a quanto detto precedentemente e chiarire qual è il ruolo giocato da internet nei confronti di tutta questa storia.Come già detto, in passato, i virus avevano bisogno di un supporto fisico per propagarsi. Il famoso dischetto che ci prestava un amico per copiare un gioco o dei documenti. L'avvento della rete e la diffusione della posta elettronica come strumento di comunicazione hanno completamente abbattuto questi limiti fisici. Oggi, ormai, tutti i nuovi virus che vengono creati hanno in comune la stessa caratteristica: usano come mezzo di propagazione la posta elettronica, viaggiando sotto forma di allegati (attachments). Tuttavia se il problema si risolvesse qui, la soluzione sarebbe semplice: sarebbe sufficiente cancellare tutte le e-mail ricevute da un mittente sconosciuto evitando di aprire i file allegati al messaggio di posta elettronica. Il problema in realtà è un altro. Sono certo che, eccezion fatta per gli utenti meno esperti, ciascuno di voi abbia il suo bel client di posta elettronica configurato e con una lista più o meno lunga di indirizzi e-mail nella rubrica. Indirizzi di amici, conoscenti, colleghi di lavoro …. Ecco la vulnerabilità, sfruttata da chi crea e vuol far diffondere un virus è proprio questa! I virus informatici in circolazione da un po' di tempo a questa parte oltre a svolgere tutte le funzioni dei loro progenitori, si caratterizzano per il fatto di inviarsi autonomamente a tutti gli indirizzi che trovano nella rubrica del client di posta elettronica. Le conseguenze sono facilmente intuibili. Ogni persona il cui indirizzo sia contenuto all'interno della rubrica del computer che è stato infettato riceverà una copia del virus in allegato ad un messaggio di posta elettronica. Aprendo l'allegato (in questo caso ci si fida perché il messaggio proviene da una persona di nostra conoscenza) non si farà altro che diventare un altro anello della catena. Il proprio computer verrà a sua volta infettato, il virus si replicherà, cercherà gli indirizzi contenuti nella rubrica e si autoinvierà per l'ennesima volta. Tutto questo processo, si badi bene, avviene in maniera completamente autonoma e invisibile all'utente, che pertanto diviene un vettore del virus, ignorando di esserlo! Il funzionamento del famoso virus " I love you ", di cui tanto si è parlato l'anno scorso, era proprio quello appena descritto.
Arrivati a questo sarebbe ovvio chiedersi che cosa ognuno di noi possa fare per difendersi da queste insidie. La risposta altrettanto ovvia a questa domanda dovrebbe essere quella di dotarsi di un buon programma antivirus. In effetti, non mi sento di sconsigliare una scelta di questo tipo a chiunque voglia stare più sicuro. Personalmente tuttavia che i vantaggi che possono derivare dall'utilizzo di un software antivirus siano davvero modesti, a fronte di una serie di svantaggi non indifferenti. Rimando tuttavia la trattazione di quest'argomento ad un successivo articolo sulla sicurezza in rete. In questa sede, invece, è un altro il consiglio che vorrei dare; se usate il computer per lavoro (ma non solo) e al suo interno sono registrati dei dati importanti, esiste un solo metodo per mettersi al sicuro da virus, crash di sistema, sbalzi di tensione …qualsiasi evento catastrofico insomma! Fate con un minimo di frequenza il backup dei dati essenziali. Cioè copiate su dei floppy o su cd-rom se avete un masterizzatore, tutti i file che considerate importanti. So che il lavoro sarà noioso, ma nel momento del bisogno benedirete il giorno in cui avete fatto il backup!
Vorrei ora concludere questa sintetica trattazione, parlando di una categoria speciale di virus, i trojan. I trojan sono programmi che hanno una caratteristica essenziale: vengono solitamente occultati all'interno di un altro programma ospite che funge da vettore. Il programma vettore deve essere un file eseguibile. Una volta che lo stesso viene eseguito, il trojan va ad installarsi invisibilmente nel nostro sistema. Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio. Sarà capitato anche a voi, dopo aver controllato la posta, di aver ricevuto da un amico in allegato al messaggio qualche stupido giochino. Del tipo rana.exe o puzzle.bat, tanto per dare un idea. Ebbene dopo averlo aperto di certo avrete visto cose del tipo una rana che salta e finisce nel frullatore; oppure un puzzle da comporre; oppure una scimmia che si aggira sul desktop. Tutti i programmi di questo tipo sono dei potenziali contenitori di trojan. A differenza dei virus questi cavalli di troia non svolgono delle funzioni distruttive sui computer dove vanno ad installarsi. Non arrecano alcun danno evidente e tutto continua a funzionare come prima. La loro funzione, infatti, è un'altra e cioè quella di trasformare in uno zombie il computer su cui si sono insediati, ogni volta che è attivo un collegamento ad internet. Il funzionamento di questi programmi è abbastanza semplice. Essi si compongono di due parti: server e client. Il client è la parte che viene inviata alla vittima (nel file eseguibile di cui abbiamo parlato prima). Il server si trova invece sul computer di chi invia il trojan. Attraverso il lato server del programma è possibile prendere il controllo del computer della vittima quando questo è collegato in rete. Si può fare praticamente di tutto: si possono copiare e cancellare file dal computer del malcapitato, si può mantenere in un file la memoria di tutti i tasti che vengono premuti e per poi inviarlo a scadenze periodiche ad un indirizzo e-mail (si ottengono cosi password di posta elettronica, numeri di carte di credito), si possono vedere in tempo reale tutte le pagine web che la vittima sta visitando. Ecco perché, come ho detto prima, il computer si trasforma in uno zombie: perché viene schiavizzato, senza che chi lo usa si renda minimamente conto di quello che sta succedendo. L'individuazione e la rimozione di un trojan non è per niente un procedura semplice. Questi programmi vengono definiti virus impropriamente, infatti, può accadere che il proprio antivirus non li riconosca e non ne segnali la presenza all'utente. Inoltre se modificati ad arte anche i trojan più famosi e riconosciuti dagli antivirus sono in grado di occultarsi completamente. Comunque la procedura più efficace è sicuramente quella della ricerca manuale dei file di registro dove il programma può risiedere; oppure l'utilizzo di software specifici reperibili gratuitamente in rete.

 

 
   
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