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18.06.2001
Le Trozze - note geologiche
tratto
dalle Trozze di F. Orlando
I
terreni più antichi presenti in Puglia appartengono all'era
Mesozoica e risalgono a circa 130 milioni di anni, quando la
Puglia non era che un'isola, ed il mare Ionio si univa al mare
Adriatico nel punto dove ora si trova la valle del fiume Bradano.
Si può dire che i calcari mesozoici del periodo Cretacico
attualmente affiorano per circa la metà della penisola
Salentina e nella rimanente costituiscono il basamento per i
terreni dell'era Terziaria e Quaternaria, con rilevante diffusione
di calcari nelle formazioni eoceniche e mioceniche, presenti
nel Salento, (cartina geologica).
I calcarei del Cretacico, costituiscono l'ossatura della regione,
si sono formati in facies marina dai fondali piatti e poco profondi
dalle acque calde; derivano dalla sedimentazione di organismi
marini e dal successivo accumulo di sabbie, nell'insieme mostrano
una uniformità litologica presentandosi compatti più
o meno dolomitici, talvolta in alcune zone selciferi, predomina
la tinta chiara, sino ad assumere tonalità grigiastre
sulle superfici, che sono state da gran tempo esposte all'azione
esogena.
Il Terziario (era cenozoica) è presente nel Salento,
con formazioni risalenti al periodo Miocenico, è un calcare
ricco di resti fossili (molluschi, pesci, cetacei), questa è
una roccia di colore giallastro, si presenta a grana fina ed
uniforme tanto da essere utilizzata per la lavorazione di particolari
opere artistiche: quali cornici, bassorilievi, sculture; in
gergo viene chiamata "pietra Leccese" o "di Cursi".
Un'altra formazione calcarenitica, abbastanza diffusa nel territorio,
è il "tufo", ovvero è una roccia sedimentaria
organogena a grana più grossa di quella descritta prima,
con notevoli inclusioni di fossili pelagici (Pecten, Cardium,
Venus, echinoidi) anche questo tipo di roccia abbastanza duttile
si presta molto alla lavorazione ed è utilizzata come
pietra da costruzione.
Il Quaternario (era attuale) viene caratterizzato dalla formazione
delle terre rosse nell'entroterra, da cumuli di sabbia lungo
i litorali (dune costiere).
I terreni Mesozoici, congiuntamente a quelli Terziari, dal punto
di vista tettonico presentano diverse ondulazioni e soprattutto
sono caratterizzati da un sistema di faglie con direzione appenninica
intersecate da un sistema trasversale, originatisi dai continui
sollevamenti e ripiegamenti della massa carbonatica di base,
generando di conseguenza una serie di fratture molto importanti
per lo sviluppo carsico, che in seguito determineranno le vie
naturali dello scorrimento delle acque ipogee.
Dal punto di vista paleogeografico il passaggio dall'era secondaria
a quella terziaria segna la fine di un lungo processo di sedimentazione
e inizia un altrettanto lungo processo di continentalità.
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