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LE "SENSAZIONI" DI FABIO CANNOLETTA
31.12.2001
Le
"Sensazioni" di Fabio Cannoletta
poeta della fotografia
di
Augusto Benemeglio
"Sensazioni",
è il titolo della mostra fotografica che Fabio Cannoletta ha tenuto la scorsa
estate, a Gallipoli, presso la Biblioteca Civica (l'ex Oratorio dei Nobili Sant'Angelo).
Si è trattato di una quarantina di opere "uniche" che hanno offerto un'immagine
complessiva di straordinaria levità e trasparenza. Le fotografie di Cannoletta
sembra quasi che abbiano una loro anima segreta, irrelata e racchiusa nella
cromìa dello spazio, immagini utopiche che sembrano danzare silenziosamente,
religiosamente, sulle acque trasparenti del mare di Gallipoli, provocando nell'osservatore
momenti di magica partecipazione emotiva, emozioni, appunto sensazioni che fermano
il tempo e lo spazio.
Del resto che la fotografia possa giungere a risultati degni di un'opera d'arte
è un fatto ormai acquisito da molto tempo, così come è altrettanto scontato
- e noi larga schiera di fotografi della domenica ben lo sappiamo - che c'è
un confine, una linea sottilissima che separa un'immagine d'arte da una banale,
soprattutto quando le immagini sono di carattere naturalistico, paesaggistico,
come sembrerebbe nel caso di Fabio Cannoletta, che tuttavia ha un corredo e
una cifra stilistica ben più complessa e articolata, con precisi riferimenti
sia all'impressionismo che all'espressionismo pittorico, che si evidenzia in
molte opere di questa sua mostra. Comunque, al di là di stili o correnti, le
immagini di Cannoletta non hanno soltanto la bellezza e la perfezione della
tecnica fotografica, ma realizzano un tutt'uno con l'afflato lirico donandoci
momenti di intensa partecipazione emotiva, squarci di straordinaria poesia cromatica.
Con quel suo terzo occhio che è l'apparecchio fotografico, Cannoletta esprime
la sua sensibilità, i suoi fremiti, timori e tremori, il suo pensiero visivo
ed emotivo; le sue "sensazioni", appunto; e quello che noi vediamo è il risultato
di un istante magico, per taglio, precisa organizzazione dello spazio e di linee,
elegante distribuzione dei piani e dei volumi, musicalità dei toni, rara armonia
d'insieme, coincidenze di luci, situazioni, emozioni.
Si tratta di un istante che viene tempestivamente, straordinariamente, oserei
dire quasi miracolosamente, fermato dal fotografo. Ma dietro quell'istante apparente
di grazia suprema, quanti appostamenti, quanto duro lavoro di ricerca, quante
prove fallite, quanti studi di prospettiva, immagine, colore, quante attese,
quante perplessità, quanti momenti di sconforto, d'abbandono e di esaltazione,
quanti incontri e scontri con la luce!… Chi ci ha provato almeno una volta nella
vita ha capito che fotografare è un'arte assai paziente e difficile. Parafrasando
Pavese si può dire che "fotografare stanca", perché il "mestiere" implica non
solo una passione fisica, ma anche un rigore mentale, un ragionamento continuo
e tenace, un processo di ordine culturale ed espressivo.
E Fabio Cannoletta, poeta della fotografia ispirato da un profondo amore per
la sua città e il suo mare, travolto da una struggente nostalgia per un mondo
che sempre più ci è estraneo, ha dimostrato di possedere tutto ciò, ha dimostrato
di essere un uomo di grande sensibilità, ma anche di grande tenacia e volontà.
Egli cerca, e si rifugia, nelle oasi di primigenia purezza, negli spazi di libertà
che sa ancora offrire la madre mare, chiamando a raccolta memorie ancestrali
e inconsce.
E il tutto con l'innocenza, la curiosità e il senso del gioco del bambino che
si diverte a cogliere gli infiniti giochi di forme e di luci del mare, senza
retorica, senza proclami, senza lanciare messaggi, senza voler fare analisi
sociologiche o ecologiche. Del resto, schivo e appartato com'è, sarebbe atterrito
dall'essere chiamato in causa come difensore di qualsiasi ideologia.
Fabio Cannoletta è semplicemente un'artista che punta l'obiettivo nel cuore
delle cose per rivelarne le parti più intime e magiche, che vive di luce, essenza
della fotografia, e con filtri di protezione cattura tramonti infuocati dall'insostenibile
luminosità, quegli straordinari infuocati tramonti di Gallipoli, un'esplosione
di infrarossi che incendia il cielo, oppure il sole che fluttua in un mare di
cirri, "sensazioni" magiche che Fabio Cannoletta è riuscito a catturare anche
per noi.
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