09.03.2001

FRANCESCO LIBETTA

L'attività professionale ha permesso a Francesco Libetta di conoscere e frequentare vari ambienti, musicali e teatrali, dei vari continenti.
Interprete dalla carriera in rapida ascesa, ha tenuto ripetuti concerti presso il Lincoln Center di Miami (Florida), per il Teatro alla Scala di Milano, la Yamaha Hall di Tokyo, la Rtsi di Lugano (concerti trasmessi in diretta europea, pubblicati su CD), per la Rai (concerti trasmessi in diretta o in differita), e ancora a Napoli, Palermo, Venezia, Festival di Spoleto, Roma, a New York, a Londra, Osaka, Stoccolma, Oslo, Parigi, in Spagna, Romania, Germania, etc.
Registrazioni sono state trasmesse da emittenti radiofoniche cecoslovacche, australiane, francesi, norvegesi, etc. ; da stazioni televisive in Giappone, negli U.S.A. , etc.
Da cinque anni è Direttore Artistico del Festival che la Valle di Rabbi dedica annualmente al pianista Arturo Benedetti Michelangeli. Nel corso delle sue passate edizioni il Festival, che vanta la moglie del Maestro come madrina, ha ospitato numerose realtà del mondo musicale. Citiamo l'Orchestra di Mantova, l'Orchestra Nuova Scarlatti di Napoli, l'Orchestra Haydn di Bolzano, dirette dallo stesso Francesco Libetta, da Umberto Benedetti Michelangeli (nipote del Maestro), da Marco Boni (direttore della Chamber Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam), Damiano Giorgi. Conferenze sono state tenute da Piero Rattalino (già Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino e del Teatro Comunale di Bologna, ora del Teatro Massimo Bellini di Catania), e hanno partecipato produttori discografici e innumerevoli giornalisti. Il Festival ha avuto ampia risonanza su televisioni (servizi su Rai Uno e Rai Tre) e giornali (Opera).
Anni fa ha stretto un accordo con il Concorso Internazionale Busoni di Bolzano ­ il cui vincitore tiene un concerto nell'ambito delle manifestazioni.
I suoi compact disc sono stati pubblicati dalla ProMusica-Norway, dalla Agorà (etichetta italiana), dalla Chandos (Inghilterra), dalla Danacord (Danimarca), e dalla V.A.I. (etichetta americana, che è in procinto di pubblicare anche un DVD contenente videoregistrazioni da suoi concerti tenuti negli U.S.A.), e altre etichette.
Francesco Libetta è nato nel Salento, dove ha compiuto gli studi di pianoforte con Vittoria De Donno. Ha studiato a Roma contrappunto e composizione con Gino Marinuzzi. A Parigi ha studiato composizione e orchestrazione con Jacques Castérède, frequentando al tempo stesso vari corsi presso l'IRCAM del Centro George Pompidou (Istituto di ricerche acustiche e musicali). Ha ricevuto commissioni per composizioni (orchestrali, cameristiche, elettroacustiche) da associazioni e festivals europei, giapponesi, statunitensi. Estratti dall'opera teatrale "Iopa" sono stati eseguiti a Roma (Villa Medici), Cagliari, Parma.
Ha pubblicato saggi storici, iscritto alla Società di Storia Patria; ha pubblicato revisioni di musica antica dell'Italia meridionale ­ ricevendo la nomina a Socio Onorario del Club Rotary di Gallipoli (LE).
Ha fatto parte di commissioni giudicatrici in vari concorsi musicali, nazionali e internazionali. Vincitore di vari Concorsi Ministeriali (Cattedra di Pianoforte principale, Cattedra di Musica da Camera, Pianista per l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, Pianista per le Classi di Canto di Conservatori di Musica), è ora titolare della Cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce.
In Ottobre la Galleria di Villa Borghese in Roma ha ospitato il primo concerto organizzato in tempi moderni in quelle sale: un recital di Francesco Libetta, presenti Susanna Agnelli, Cesare Romiti, Franco Tatò, l'Ambasciatore di Spagna, etc.
Egli ha dato la "prima" italiana (1993) dell'Etude XIII - L'Escalier du Diable del grande compositore ungherese Gyorgy Ligeti, il cui commento, all'ascolto di quella esecuzione, è stato: "It is absolutely gorgeous".
In occasione dei concerti con le Sonate di Ludwig van Beethoven tenuti da Maurizio Pollini presso il Teatro alla Scala di Milano, il programma di sala citava, in un saggio dedicato alla storia dell'interpretazione di dette Sonate, l'Integrale tenuta nel 1993/4 da Francesco Libetta, terzo italiano dopo Alfonso Rendano (1863-1931) e Dino Ciani (1941-1974) a concludere il ciclo. Nella Sala Verdi di Milano ha eseguito per la prima volta la raccolta completa dei cinquantatre Studi di Leopold Godowsky sugli Studi di Chopin; J. Nicholas, biografo di Godowsky, ha dichiarato: "... Sbalorditivo. Non pensavo avrei mai ascoltato esecuzioni talmente ipnotizzanti di questi pezzi in concerto..." (International Piano Quaterly, Primavera 1999).
Il regista Bruno Monsaingeon, noto per i suoi lavori su Sviatoslav Richter, Glenn Gould e Jehudi Menuhin, sta per realizzare un film dedicato alle interpretazioni di Francesco Libetta.
La critica ha unanimamente riconosciuto a Francesco Libetta rare qualità di "eleganza e di charme (...), uno smalto, uno spolvero di signorilità e di frivolezza, che credevamo perduto negli archivi dell'interpretazione" (F. M. Colombo sul "Corriere della Sera"), "aristocratica facilità" (P. Tarallo), "Talento veramente principesco" (A. Cantù), "bella cultura non solo musicale" (A. Mandelli), "un virtuosismo così miracoloso e un così delicato senso dell'eloquio melodico, da indurci alla domanda: quale altro artista della sua generazione, non solo in Italia, può essergli accostato?" (P. Isotta su "Corriere della Sera").

 
   
Copyright © 2000 Fare Web S.a.s. Tutti i diritti sono riservati