16.04.2001

GUSTAVO GALLO

Quando, nel Salento, si parla di bel canto il pensiero corre rapido a Tito Schipa per essere stato, il tenore leccese, il più famoso cantante lirico pugliese del secolo scorso. Così facendo si trascura un neritino illustre meno famoso del leccese Schipa ma non a lui inferiore per nitore della voce e per la luminosa carriera operistica: Gustavo Gallo.
Il neritino Gallo calcò le tavole di tutti i più grandi Teatri operistici del mondo esibendosi in un repertorio vastissimo e duettando con tutte le più note soprano dei suoi tempi. Nato a Nardò nel 1904 fin da giovanissimo si fece notare il talento vocale che lo portò ad esibirsi nelle principali chiese della provincia fino a quando, carabiniere a Roma, gli fu procurata un'audizione al Conservatorio di S.Cecilia dalla moglie del comandante della Legione Carabinieri di Roma.
Ammesso nella prestigiosa istituzione musicale Gustavo Gallo vi compì gli studi che lo consacrarono tenore di primo piano aprendogli una luminosa carriera operistica e concertistica. La sua prima scrittura la ebbe, ancora studente a S. Cecilia, nel 1934 dalla Fenice di Venezia dove debuttò in Orfeide di G. Malipiero sotto la direzione di Nino Sonzogno. Nello stesso anno fu scritturato per il "Carro di Tespi" sorta di compagnia di giro che il regime fascista creò, con varie articolazioni, per estendere la fruizione dello spettacolo lirico al maggior numero di cittadini superando la limitazione della disponibilità di un teatro.
La notorietà di Gustavo Gallo crebbe rapidamente nel mondo della lirica italiana e le scritture si accavallarono, il tenore neritino viaggiava da un teatro all'altro per partecipare agli spettacoli in compagnia dei grandi dell'opera lirica italiana come la soprano Toti dal Monte e il baritono Tito Gobbi con cui creò un cast affiatato che dominò la scena a lungo in un repertorio che spaziava dalle pucciniane "Tosca" e "Boheme" alla verdiana "Traviata". Nel 1940 si esibì a lungo nel teatro londinese "Covent Garden" insieme alla celeberrima soprano Maria Caniglia e al baritono Tibet del "Metropolitan" di New York raccogliendo un successo indiscusso.
Ritornato in Italia per lo scoppio della seconda guerra mondiale fu un cardine delle rappresentazioni del Teatro dell'Opera di Roma dove si esibì sotto la direzione di più famosi maestri dell'epoca allargando a dismisura il proprio, già cospicuo, repertorio; in quel periodo il critico del quotidiano "Roma" così si esprimeva sulle qualità artistiche di Gustavo Gallo: "Bella voce, elastica e di facile emissione, di simpaticissimo timbro, potente negli acuti e, contemporaneamente, delicata, anzi vellutata nelle smorzatore".
Protagonista di molte edizioni del Maggio Musicale Fiorentino prese residenza nel capoluogo della Toscana per aver sposato una ragazza di Firenze, pur continuando le sue esibizioni in tutti i più importanti teatri italiani ed anche, nuovamente dopo la felice stagione londinese, stranieri come le sue tournee in Brasile a Rio de Janeiro e a San Paulo o in Spagna, per ben tre stagioni consecutive, a Barcellona.
Nel 1953 Gustavo Gallo si ritira dalle scene ma si mantiene attivo fondando un'impresa teatrale che organizza eventi (come si dice oggi) memorabili per la composizione dei cast, il sapiente dosaggio delle varie competenze e l'amore per la diffusione della musica e dell'opera.
Gustavo Gallo è l'esempio di come eccezionali doti naturali possano essere messe a frutto anche se nate in contesti totalmente periferici con l'ausilio di una forza di volontà che trasforma il talento naturale in arte sopraffina. La forza di una serietà professionale e di un rispetto per il pubblico che travalica ogni sregolatezza artistica per far dono del sapere, che è racchiuso in ogni arte, alla platea umana che ne può trarre un arricchimento interiore di spessore non trascurabile.
Gustavo Gallo mantenne un legame costante con la sua terra d'origine tornandovi con regolarità ogni volta che la sua attività professionale e artistica lo consentiva, mantenendo intatto l'amore per i luoghi e le tradizioni del paese che lo vide nascere con quella particolare attenzione ai luoghi della memoria che Proust ha magistralmente descritto nella sua Recherche. In particolare organizzò con i suoi colleghi di tante esibizioni, Maria Caniglia e Tito Gobbi, il 17 febbraio 1945 una serata di beneficenza per recuperare fondi necessari al restauro del monastero dei Cappuccini che versava in pietose condizioni di disfacimento. Serata, svoltasi al Teatro Comunale di Nardò, il cui ricordo non è ancora svanito nella memoria di coloro che vi parteciparono.
Gustavo Gallo si esibì l'ultima volata nella sua città natale nel 1954 nella "Resurrezione" del Perosi rappresentata nella Basilica Cattedrale con la partecipazione del Coro e dell'Orchestra di Santa Cecilia in Roma.
Il grande tenore si spegne in Firenze il 13 maggio del 1992.


 

 
   
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