Porto Selvaggio

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La Torre dell’Alto – Foto di Carmelo Raineri

Tra tutte le marine di Nardò, Porto Selvaggio è la più amata, soprattutto dai salentini, che non perdono occasione per fare un tuffo nelle acque più blu che si siano mai viste. Quello che rende unica questa zona, che comprende Porto Selvaggio e la Palude del Capitano, è il fatto che ricade interamente in un parco naturale che è annoverato tra i più belli in Italia, tanto da essere stato segnalato dal FAI come uno dei luoghi del cuore.

Chi arriva in Salento non può assolutamente prescindere da una visita a Porto Selvaggio, anche perché si trova in una posizione facilmente raggiungibile. In termini di km, possiamo dire che si trova a circa 10 km da Nardò, a circa 39 km da Lecce, a 24 km da Gallipoli. Le distanze di Otranto e Santa Maria di Leuca sono leggermente superiori, ma comunque percorribili in pochissimo tempo.

Tutto questo rende Porto Selvaggio una meta tra le più gettonate in assoluto in Salento.Come detto appena sopra, la località in questione si trova a metà strada tra Gallipoli e Porto Cesareo e dista appena un chilometro dalla famosissima e ben attrezzata Santa Caterina (la Torre dell’Alto funge da confine tra le due frazioni). Per chi si chiede cosa vedere in questa meravigliosa località di mare, rispondiamo che c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché, trattandosi di un parco, ci sono delle specie protette tutte da scoprire, oltre, naturalmente, a uno dei mari più belli del mondo. La costa ionica, come ben sappiamo, si presenta piuttosto irregolare e con un alternarsi continuo di spiagge e scogli: anche Porto Selvaggio non fa eccezione.

Ecco, quindi, che chi arriva qui si deve necessariamente fermare sia nella Baia di Porto Selvaggio che nella Baia di Uluzzo per fare uno dei bagni più indimenticabili della propria vita, perché, nuotando in acque limpide come quelle caraibiche, si potrà godere di un paesaggio veramente mozzafiato. Entrando nel dettaglio, diciamo subito che la Baia di Porto Selvaggio si colloca a un solo km da Santa Caterina.

Proprio da qui vi si accede: andando in direzione Porto Cesareo, si arriva a uno degli ingressi del Parco, ossia Villa Tafuro. Da qui si deve intraprendere una camminata attraverso una bellissima pineta della durata di circa 15 minuti. Consigliamo di non lasciarsi intimidire dalla durata, perché il paesaggio di cui si può godere una volta arrivati sulla baia è di tutto rispetto. Si tratta di uno degli scorci più belli d’Italia e le varie calette che si trovano in zona sono pronte ad accogliere chiunque cerchi relax, quiete e un po’ di divertimento in acqua. La Baia di Uluzzo si trova sempre sulla litoranea Santa Caterina Porto Cesareo. Anche qui si può gustare un paesaggio degno di nota, sebbene per arrivarci bisogna fare sentieri tortuosi e più pendenti rispetto all’itinerario precedente. Nonostante tutto consigliamo di tentare, perché la torre di Uluzzo offre un tramonto a dir poco spettacolare. Anche in questo caso, la torre in questione è stata costruita per proteggere la zona dalle invasioni dei barbari che arrivavano via mare ed è, ad oggi, ancora integra e in piedi, a testimonianza di quel tempo lontano. E c’è anche da dire che, a testimonianza di un tempo ancora più remoto, in alcune grotte della Baia, che sono raggiungibili via mare, ci sono finanche dei reperti della preistoria che fanno capire che questa zona esiste da millenni.

Interno della grotta situata a Porto Selvaggio

Interno di una delle grotte situate a Porto Selvaggio – Foto di Carmelo Raineri

La Grotta Uluzzo, la Grotta Cosma, la Grotta del Cavallo e Serra Cicora sono delle mete imprescindibili per chi ama l’archeologia. Un discorso a parte va fatto per la Palude del Capitano attorno alla quale gravita finanche una leggenda secondo cui un vecchio lupo di mare scelse proprio questa zona per vivere. A riprova di ciò, ci sarebbe una vecchia casa che veglia la palude e che dovrebbe essere stata proprio la dimora del Capitano in questione. Si tratta di una zona con un paesaggio surreale: pesci, uccelli e delle specie di vegetali in via di estinzione, trovano qui il loro habitat naturale. Inoltre, qui si trovano quelle che sono note come spunnulate, ossia delle cavità nate in seguito al cedimento di pareti di grotte sotterranee. Pace e tranquillità sono i segni distintivi della Palude del Capitano, che è zona protetta poiché ingloba al suo interno della macchia mediterranea. Si tratta di zone di rilevanza altissima, sia per chi studia l’archeologia, sia per chi è appassionato di flora e fauna in via d’estinzione. Nel parco si possono trovare molte specie protette, tra cui, Alisso di Leuca, Astro marino, Campanula pugliese, Carrubo, Cisto rosso, Ginepro fenicio, Ginestra spinosa, Lentisco, Mirto, Pino d’Aleppo, Scrofularia pugliese, Spinaporci, Statice salentino, Timo arbustivo.

La conservazione di suddette specie è importantissima non solo per la zona, ma per tutto l’ecosistema. Nonostante il mare stupendo, le pinete, le grotte da scoprire assieme ai reperti storici e alla macchia mediterranea, chi arriva a Porto Selvaggio può anche divertirsi. La marina di Nardò è, infatti, a metà strada tra Porto Cesareo e Gallipoli ed è vicina alla vivissima Santa Caterina (a cui si deve fare riferimento per quel che concerne servizi come farmacie, banche e sportelli bancomat), ma ha anche un locale molto carino e conosciuto che si trova nei pressi della Baia di Uluzzo. Stiamo parlando del Fico d’India che è da sempre uno dei punti di riferimento per la movida estiva salentina.

Qui si può ballare e bere dei buoni cocktail, in un ambiente rilassato e poco formale.

Come arrivare a Porto Selvaggio

Per chi arriva in auto, da Lecce si deve arrivare a Nardò e proseguire per Santa Caterina. A questo punto, attraverso la SP 286, si devono seguire le indicazioni per Nardò, Sant’Isidoro, Porto Cesareo. Se, invece, si è già a Porto Cesareo si deve proseguire per Sant’Isidoro e si deve imboccare la SP 286 direzione Nardò. Chi vuole arrivare in treno deve fare scalo prima a Lecce e poi a Nardò, oppure prendere, da Lecce, uno dei bus messi a disposizione dei turisti. L’aeroporto più vicino è quello di Brindisi, il Papola Casale. Da qui si raggiungerà in bus navetta Lecce e poi si deciderà se proseguire in bus o preferire il treno fino a Nardò. La località, essendo ancora piuttosto incontaminata, non è servita da Ferrovie dello Stato, né dalle Ferrovie del Sud Est.

Sempre per lo stesso motivo, facciamo anche presente che non si può parcheggiare ovunque, ma si devono lasciare le macchine a ridosso della pineta, prima delle varie entrate del parco. Ci sono delle aree predisposte ai parcheggi e queste sono l’unico posto dove si può parcheggiare in zona senza rischiare alcuna contravvenzione. Stiamo parlando di uno dei posti più belli e incontaminati del Salento, dove le parole d’ordine sono salvaguardia delle specie in via d’estinzione, pace e tranquillità. Porto Selvaggio è la meta ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del silenzio, dell’acqua cristallina e delle spiagge meravigliose, che ricordano paradisi lontani.

La quiete e l’ombra delle pinete, poi, sono un valore aggiunto non indifferente. Tuttavia, per chi desidera anche divertirsi, segnaliamo le marine di Nardò limitrofe. Santa Caterina e Santa Maria al Bagno sono a un tiro di schioppo e sono l’ideale per chi vuole mangiare bene e divertirsi, ma, come detto in precedenza, il divertimento si può trovare anche nella vicinissima Gallipoli e a Porto Cesareo, due mete gettonatissime per eccellenza.

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