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23.03.2001
Orso,
Orso e ancora Orso
di
Lorenzo Lomartire
Orso,
Orso e ancora Orso.
Sembrano queste le parole più in voga nel panorama finanziario
mondiale da qualche mese a questa parte.
Con la parola Orso, infatti, si indica nel linguaggio borsistico
quella fase in cui i mercati vanno giù.
E' fuor di dubbio che quella che stiamo attraversando sia proprio
una fase da Orso. Ma partiamo con ordine.
Dall'inizio del 2001 il Nasdaq (il mercato americano dei titoli
tecnologici) ha perso oltre il 16%, il Dow Jones (l'indice dei
principali titoli americani) ha perso circa il 4,5%, il Cac
40 (l'indice dei principali titoli francesi) ha perso il 10%,
il Nikkei (l'indice dei principali titoli giapponesi) ha perso
il 9%, il Dax (l'indice dei principali titoli tedeschi) oltre
il 3,5%, lo Ftse 100 (l'indice dei principali titoli inglesi)
ha perso il 5%.
E la Borsa italiana, come si è comportata? Male, anzi malissimo.
Il nostro Mib 30 (l'indice dei 30 principali titoli italiani)
ha perso circa il 10%. Occorrono a questo punto alcune riflessioni
di carattere generale.
E' cosa nota che le Borse europee siano molto influenzate dall'andamento
di quella americana che è la prima nel mondo per importanza.
Già questo basterebbe per spiegare il calo dei listini europei.
Ciò che ha dato un ulteriore duro colpo ai mercati, sono state
le pessime notizie provenienti dal Giappone, che è la seconda
economia del mondo.
Lo stesso Ministro delle Finanze ha riconosciuto che il Paese
è vicino al disastro finanziario. Il debito pubblico è pari
al 130 per cento del Pil, la borsa giapponese è ai minimi degli
ultimi 16 anni. Il problema del Giappone è soprattutto la crisi
politica visto che la popolarità del premier Mori è bassissima
e la durata media di un primo ministro dal 1987 è di appena
15 mesi.
Un ulteriore scossone ai mercati è arrivato verso le ore 20
(italiane) di martedì 20 marzo quando Alan Greenspan, Presidente
della Federal Reserve (la Banca Centrale americana), ha annunciato
un taglio del costo del denaro dello 0,50. Poichè i mercati
attendevano un taglio più robusto (lo 0,75%, alcuni speravano
addirittura nell'1%) la borsa americana già pochi minuti dopo
l'annuncio di Greenspan ha invertito la rotta e da positiva
che era è subito passata in territorio negativo, chiudendo male.
Se fino a qualche settimana fa c'era ancora chi sperava in un
soft landing ossia in un atterraggio morbido dell'economia americana
oggi c'è chi paventa lo spettro di una vera recessione. Per
ora Wim Duisenberg, Presidente della Bce (la Banca Centrale
europea) non ha tagliato il costo del denaro, ma non è escluso
che a breve potrebbe farlo per risollevare le sorti dell'economia
europea e dare un po' di ossigeno alle borse del Vecchio Continente.
A proposito, secondo i ministri finanziari dell'Ue, toccherà
proprio all'economia europea trascinare le altre. Cerchiamo
ora di trarre alcune considerazioni finali. Se è vero, come
è vero, che fino al marzo 2000 alcuni titoli della così detta
new economy avevano corso troppo ed erano veramente sopravvalutati,
ora si sta ricadendo, per ammissione degli stessi analisti dei
mercati, nell'eccesso opposto con titoli che sono stati penalizzati
più del necessario. Basti pensare che il Nasdaq in un anno ha
perso oltre il 60% passando da 5.000 punti a meno di 1900 di
questi giorni.
A questo punto non rimane che attendere che il Toro prima o
poi si faccia vivo. Ah, dimenticavo. Con il termine Toro si
indica la fase in cui i mercati salgono. Allora speriamo che
il Toro si svegli presto perchè quest'Orso ci ha proprio stancato!!
Un saluto a tutti
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