05.07.2001

IL TRENO DI SCIROCCO

di Cesare Cazzato

L'anno 1996 verrà annoverato dai posteri come esempio di industrializzazione delle ferrovie dello Stato nell'estremo lembo d'Italia in direzione sud-est, infatti oltre al progetto di raddoppiamento del binario sulla tratta Bari-Lecce, che peraltro è in costruzione, si è raggiunto quell'obbiettivo inseguito da tanto tempo e da tanti politici che è l'elettrificazione della strada ferrata fino a Lecce. Il pendolino è una realtà; Lecce - Roma in circa sei ore: sembra quasi un'altra delle tante prese in giro pre-elettorali, ma questa volta non è così. Nei miei ricordi compare il piovigginoso novembre con i suoi giorni ormai accorciati dall'imminente incalzare dell'inverno; affiorano immagini colorate di crisantemi, la festa di tutti i Santi e l'imminente data di inizio delle lezioni all'Università. Ad ogni partenza mio padre era tranquillo solo se potessimo calpestare il marciapiede della stazione almeno un'ora prima dell'orario previsto, ma nonostante il notevole anticipo l'espresso del levante era già sul primo binario con il locomotore diesel già in moto chissà da quanto tempo... Arrivati finalmente a Bari si poteva tranquillamente scendere dal treno, telefonare, comprare il giornale ed il caffè perché nel frattempo si doveva staccare il locomotore diesel, depositarlo su un altro binario; aspettare il movimento degli scambi; incanalare a marcia indietro il locomotore elettrico sul binario dove erano rimasti fermi tutti i vagoni; allacciare il gancio di traino, i collegamenti elettrici, il tubo dell'aria compressa e solo allora a cavallo del veloce Kaimano a trazione elettrica si poteva ripartire verso l'evoluto ed industrializzato Nord, sperando che nel frattempo qualche bontempone ritardatario non facesse ulteriormente attendere il fatidico fischio di partenza. Oggi invece dopo l'elettrificazione della linea si riesce a risparmiare almeno quaranta minuti nella tratta Lecce Bari. Ma che succede a scirocco di Lecce? C'è il treno di scirocco. C'è la Ferrovia del Sud-Est. Magari, chissà, con lo scirocco arriverebbe pure prima a Lecce! Per rimanere in termini di punti cardinali, non vi è molta differenza tra la Sud-Est ed il vecchio West! F.S.E. ferrovia privata monobinario costruita nel 1911, che parte da Lecce, raggiunge Gagliano via Novoli e ritorna a Lecce via Maglie. All'epoca un gioiello della tecnica. Oggi è quasi tutto come allora. Esperienza vissuta tre giorni fa. Volevo raggiungere Fasano dal mio paese: Salve. Chiamo mio figlio (dodici anni) e gli prometto un'avventura; vedo Francesco preoccupato; usciamo da casa a piedi circa alle 16. -Papà a che ora parte il treno?- Non lo so, altrimenti che avventura è...; -Papà ma a Salve non c'è il treno, come raggiungiamo Ruggiano?- con mezzi di fortuna, al limite a piedi sono solo 2 km...- Ci accompagna Antonio in auto e ci riporta indietro: il treno parte alle 18,25. Alle 18 Vincenzo ci riporta in auto a Ruggiano. La stazione conserva ancora il famoso colore rosso. Il primo binario è arrugginito e ce lo conferma il capostazione che attualmente non ci sono più scambi di merci come un tempo, quando anche a Salve si fermavano i vagoni merci per caricare olio, vino ma principalmente tabacco. Nell'ufficio del capostazione dietro la scrivania è ancora funzionante l'orologio rotondo con cornice nera originale del 1911: si carica una volta la settimana. Un gatto, unico presente oltre a noi, fa le fusa e si struscia contro le gambe di Francesco. All'esterno l'impianto elettrico e telegrafico con fili volanti su base in porcellana bianca su palo di ferro arrugginito. Alle 18:15 suona il campanello ed il telefono; la linea telefonica è del tipo a manovella autonoma per le FSE. E' il nostro treno che sta arrivando. Il capostazione afferra e fa ruotare con movimento alternativo ormai memorizzato da oltre trent'anni di servizio due enormi manovelle e tra la campanella che suona e i passaggi a livello che si abbassano manualmente, arriva il treno bianco ed arancione. -Papà ma Lecce non sta dall'altra parte?- e ancora una volta Francesco aveva ragione: era il nostro treno, ma in direzione opposta: doveva prima andare a Gagliano del Capo, fare acqua (può farla solo al capolinea...) e tornare indietro. E' così è stato. Alle 18,35 con dieci minuti di ritardo, partiamo alla volta di Lecce. Saliamo solo noi ed il treno è vuoto. Presicce ed Acquarica, poi la stazione a metà strada fra Ugento e Taurisano; ogni tanto il treno, chiamato dai più ancora littorina, emette dei fischi lunghissimi e rallenta insistentemente per tutta una serie di passaggi a livello incustoditi. Il sole sta tramontando, è già passata mezz'ora ed appare la prima stazione un po' più evoluta: Casarano. C'era un antico detto tra la gente per indicare la vicinanza di tre paesi oggi abbastanza evoluti:" Parabita, Matino, tirituppete a Casarano". Ed arriva puntuale dalla bocca di un ragazzo un altro detto per sintetizzare l'arrivo alla stazione comune fra tre paesi: Seclì, Neviano ed Aradeo: "Uei... simu rrivati alli Stati Uniti...". Tutta la mia meraviglia nel sentir dire al controllore:" Nardò CENTRALE - coincidenza per Galatina" e pensai: chissà quante stazioni ci sono a Nardò! Ma nonostante tutte le fermate ad ogni stazione il treno arriva inesorabilmente a Novoli dove io dico a Francesco che quasi quasi, siccome mi sono stancato, posso convincere il macchinista a tornare indietro. E' facile intuire la faccia di Francesco quando vede veramente il treno muoversi in direzione opposta; ma è proprio così, Novoli è più a Nord di Lecce. Ma tra tutte le avventure, il treno recupera il ritardo ed alle 20 in punto, come previsto, calpestiamo il marciapiede della stazione di Lecce. Un'ora e trentacinque minuti di viaggio per percorrere circa 81 km. Il resto del viaggio non ha storia, infatti siamo già approdati nel progresso che ci consente di passare a folle velocità persino dalla stazione di Tuturano e senza fischiare! Forse ... non è più scirocco.....



   
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