15.06.2001

Francesco Guccini - 1999 - Bologna
tratto da Art&Music in Black&White

di Carlo Verri

Foto Carlo Verri - tutti i diritti riservati

Francesco è uno dei pochissimi musicisti/poeti che è riuscito a commuovermi fino alle lacrime.
La prima volta che ho ascoltato Eskimo è successo. E dopo ancora.
Ma lo conoscevo già bene Francesco, da Radici in giù (FolkBeat n 1, Due anni dopo) e in su negli anni più recenti.
E' un poeta Francesco, di quelli che s'incazzano anche, se del caso, vedi l'Avvelenata, Cyrano, Quattro stracci.
Ma anche quello de Il pensionato, Il vecchio e il bambino, Vedi cara, Un altro giorno è andato, Incontro.
Amo quasi tutta la produzione di Guccini e forse quella che non amo è perché la conosco poco se no amerei anche quella.
E' sincero, genuino, non bleffa, non conta balle.
E questo è molto importante. Come importante per me è l'averlo conosciuto, essere stato nella sua casa , dove vive. Importante perché ho visto una persona estremamente disponibile e vera. Non per pubblicità, il mercato e l'essere visibili.
Lui ha acconsentito a fare una seduta fotografica ma sono certo che non gliene fregava niente delle foto, del suo nome che circola. Non ne ha certo bisogno.
Eppure mi ha ricevuto, ho scattato foto per un'ora, e lui paziente, anche troppo.
Questo è Francesco, anche questo.


   
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