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18.05.2001
Vittorio
Gassman - 1986 - Bergamo
tratto
da Art&Music in Black&White
di
Carlo Verri
In
un modo abbastanza casuale e lasciando che le cose accadessero
mi sono trovato davanti a Vittorio Gassman in un albergo di
Bergamo.
Avevo un mezzo appuntamento con lui, chiesi alla reception dove
fosse e mi indicarono la sala TV. Lui era solo, al buio, e stava
guardando una partita della nazionale quella con Vialli, Zenga,
Bergomi, etc, e io non sapevo cosa fare.
Capita a volte di fronte a questi grandi personaggi. Presi coraggio
e bussai allo stipite della porta aperta. Lui chiese chi era,
mi presentai timidamente e lui fece cenno che stava guardando
la TV. Dopo qualche attimo di imbarazzo e cogliendo un suo gesto
mi sedetti anch'io a guardare, senza vedere nulla della partita.
Alla fine del primo tempo si alzò e mi disse che attendeva
una giornalista per un'intervista e se per me poteva andare
bene fotografarlo durante l'intervista, appunto.
Non chiedevo di meglio, mi avrebbe tolto dall'imbarazzo. E così
fu.
Durante la seduta giornalistico-fotografica ho intuito, intravisto
un uomo diverso dallo stereotipo dei giornali e della fama di
burbero che si era fatta. Trovai una persona dolce, anche tormentata,
che adduceva all'età l'essere cambiato, diventato più
saggio, comprensivo. Mi è rimasto molto impresso un particolare
per me non di poco conto.
Durante quella seduta non era presente il figlio Alessandro
e alla mia domanda se fosse stato possibile fotografarli insieme
rispose invitandomi al Teatro Donizzetti prima dello spettacolo
che li avrei incontrati entrambi.
Andai all'appuntamento e loro stavano giocando a calcio nel
retropalco del teatro. Dopo una doccia veloce si presentarono.
Andammo sul palco ed io provai a fotografare ma la luce era
insufficiente. E in quel momento accadde l'evento. Ad una mia
richiesta di avere un po' più di luce sul palco Gassman
fece accendere tutte le luci sul palco, ce n'era fin troppa,
e così ho potuto fare il mio lavoro.
Un gesto che la dice lunga sul rispetto per il lavoro altrui.
Grazie Vittorio.
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