Lo zio Gino insegna

26.04.2001

Lo zio Gino insegna

di Emanuela Rossi e Salvatore Inguscio

Clicca per leggere il fumettoQualche giorno fa ci è capitato tra le mani un libretto sul riciclaggio distribuito gratuitamente con la Gazzetta del Mezzogiorno.
Si intitola "Riciclimparando. Manuale pratico per aiutare la natura". Parla di raccolta differenziata e inquinamento.
In particolare dedica le due pagine centrali all'inquinamento biologico con un fumetto a colori a dir poco sconcertante.
La storia si svolge all'interno dello zoosafari di Fasano (BR), dove, citando l'Amministratore Unico della struttura, sono "ospiti graditissimi" tremila esemplari di oltre duecento specie di animali che qui vengono trattati come bambini.
Sorvolando sul fatto che gli animali non vanno trattati come bambini ma proprio come animali (questo, infatti, non significa mancanza di rispetto ma pieno rispetto della loro natura e delle loro esigenze), come si può parlare di inquinamento biologico citando come buon esempio uno zoo?
Il fumetto inizia con un elogio allo zoosafari "che riesce a tenere tante specie unite tra loro" (sullo sfondo due giraffe ed un fenicottero), prosegue illustrando la specificità di ogni habitat (tra il cartello che indica dove trovare le tigri ed una zebra) e allarmato sulle introduzioni di piante o animali "in un ambiente diverso dall'originario" spiega che questo può provocare dei danni in quanto "non rispetta l'ecosistema di quell'ambiente".
Giunti davanti al recinto dei canguri lo zio dà l'insegnamento principe della giornata sottolineando che i canguri dovrebbero rimanere a casa loro, in Australia.
A questo punto ci siamo guardati stupiti e abbiamo riletto il fumetto da capo, a voce alta: si parla di inquinamento biologico, si spiega che gli animali sono legati ad uno specifico habitat, che la loro introduzione in ambienti differenti è rischiosa, si fa l'esempio del canguro e si parla di tutto questo davanti ai canguri dello zoosafari?
In questo zoo, sempre citando l'Amministratore Unico, per ridurre l'inquinamento atmosferico causato dalle automobili che prima giravano al suo interno tra gli animali liberi, ora si va quasi ovunque a piedi "per la gioia di tutti".
E gli animali?
Gioiosamente recintati ringraziano per la qualità dell'aria.
Cliccate sull'immagine per una buona lettura.


 
   
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