26.07.2001

Valide alternative ai deja-vu serali

di G. Colomba

"…la sera che arriva non è mai diversa dalla sera prima…".
Di anni ne son passati da quando un ormai noto cantante ebbe la sfrontatezza di amplificare, attraverso la sua voce, le urla soffocate di un'intera generazione di giovani più o meno sconvolti. Il motivetto sembra essere sopravvissuto integro, quasi ibernato, al succedersi degli eventi che in maniera implacabile hanno mutato usi e costumi di orde di ragazzi. Il dilemma è sempre identico, l'indecisione rimane la compagna più fedele e la soluzione sulle mete fattibili non accontenta mai nessuno. Un po' per noia, un po' per l'inarrestabile inflazione di un portafogli sempre più sull'orlo di una crisi di nervi, le serate volgono tutte verso un finale già visto: all'ombra di un bar, nella solita piazzetta, dove una kermesse di novelli/e modelli/e pavoneggia una esilarante raffinatezza da divi. L'estate è anche questo: apparizioni audaci per serate fugaci. Fortuna vuole che la finitezza del genere umano contempli il principio del: "a tutto c'è un limite" o meglio "a tutto (o quasi) c'è rimedio"! Così da una fantomatica passerella e dall'artificiosità di una blanda serata ci si può riscattare violando i voluttuosi sapori bagnati dalle inebrianti sonorità di una comunità festante: sagre,feste patronali,eventi e manifestazioni che sciolinano da un comune all'altro con il verace intento di dare lustro ad una terra che non vive solo nei mesi estivi. Un incontro di profumi e colori in cui le radici della memoria fanno da cornice a piazze rispolverate, lembi di periferia rivalutati, sontuose masserie ridestate dal ritmo incalzante della musica popolare. Una cadenza frenetica che incanta e divampa, trascina e trascende, come addentata da un morso impercettibile grondante linfa caustica. Una musica viscerale, dove gli smottamenti della ragione stentano il controllo, i sussulti vertebrali accompagnano i passi cadenzati, mentre lo sguardo accattivante sancisce la sensualità della danza…è il delirio dei sensi! La mente, lieta e quieta, è tesa al ripetersi della tradizione, il corpo esausto, il respiro affannoso…forse ora l'incantesimo di quel motivetto comincia seriamente a vacillare…

 
   
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