LA CASA DELLE VERGINI MISERABILI

08.12.2001

LA CASA DELLE VERGINI MISERABILI
tra storia arte leggenda e solidarietà umana


di Francesca Placanica

Tra piazza Venezia e il Teatro Marcello, tra piazza del Gesù e Via delle Botteghe Oscure, nel cuore pulsante di Roma, sta il Conservatorio di Santa Caterina dei Funari, un nobile Istituto di Assistenza dei Minori che trae origine dal quello più antico della "Compagnia delle Vergini Miserabili". La storia ha inizio nella Roma del '500, il secolo d'oro della rinascenza dell'arte che trova la città eterna, - dopo tanti secoli bui, di decadimento estremo, imbarbarimento civile e culturale, in cui la popolazione era scesa a poche decina di migliaia di abitanti e il Campidoglio era divenuto "Monte Caprino" e il Foro Romano "Campo Vaccino" e le pecore e capre pascolavano in San Pietro e in Laterano - in un momento di grandissimo splendore.
Roma diventa di fatto il massimo centro della cultura italiana e quindi del mondo occidentale dell'epoca, rinnovando sotto certi aspetti i fasti della Roma antica e ciò, (a partire dalla seconda metà del XV secolo), grazie a grandi e illuminati pontefici come Eugenio IV e Niccolò V che chiamano ad operare in Roma i maggiori artisti e architetti toscani del tempo (da Filarete a Simone Ghini, il Ghiberti e il Donatello, Leon Battista Alberti e il Rossellino, il Beato Angelico e il Pollaiolo, ecc.). E, successivamente è Sisto IV, che verso la fine del secolo fa venire i maggiori artisti del tempo come il Perugino, il Botticelli, il Ghirlandaio, il Pinturicchio, Cosimo Rosselli e Luca Signorelli a decorare le nuove chiese di Roma, Santa Maria del Popolo, Sant'Agostino e San Pietro in Montorio.
Ma è con l'inizio del Cinquecento che le tre arti complementari, architettura, scultura e pittura, celebreranno il loro trionfo, in una superba espansione, grazie al mecenatismo di due grandissimi papi, Giulio II, (un Della Rovere) e Leone X, (un Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico). Saranno loro che chiameranno ad operare a Roma una triade di ingegni eccelsi, che stupiranno il mondo con le loro opere, parliamo di Bramante, sommo architetto che infonderà all'architettura un tono più romanamente classicheggiante, Michelangelo e Raffaello, i massimi geni del Rinascimento insieme a Leonardo, l'unico a non aver operato a Roma. I tre grandi saranno impegnati nella grandiosa ricostruzione di San Pietro e realizzeranno altre opere splendide che daranno alla Roma rinascimentale una grandezza artistica unica e eterna, mentre dal punto di vista politico e sociale Roma non è considerata una città importante, come ad esempio Napoli, Milano,Venezia, Parigi (le sole città europee ad avere più di centomila abitanti).
Anzi, a dire il vero, la città di Roma, a quel tempo, aveva un mare di problemi di ogni ordine e grado sociale (igiene, sanità, occupazione, accattonaggio, brigantaggio, ecc…), uno di questi, che costituiva una vera e propria piaga sociale era rappresentato dalla prostituzione. Esistevano strade, quartieri interi di prostitute che facevano mercimonio del proprio corpo, senza nessuna regolamentazione o cautela e il fenomeno andava allargandosi sempre di più tanto da suscitare nei confronti della città papale indignazione e aspre critiche da parte di alcuni paesi del nord Europa come la Germania e la Svizzera Tedesca, dove si stava preparando il terreno per la grande riforma protestante, grazie all'azione carismatica di due frati: Martin Lutero e Giovanni Calvino.
Per combattere il fenomeno della prostituzione, ma anche per difendere il suo buon nome, la Chiesa operò una sorta di riforma morale, che potremmo definire una specie di "controriforma ante litteram", per ridare a Roma un aspetto degno della sede papale e smentire il detto popolare dei pellegrini forestieri "Roma veduta, fede perduta". Il clero, pertanto, fu esortato alla pietà e a promuovere azioni caritatevoli quali l'apertura di ospedali, seminari, confraternite dove i bisognosi potessero trovare aiuto e soccorso. E fu così che nacque, nel 1543, la "Compagnia delle Vergini Miserabili", una confraternita che aspirava ad eliminare la prostituzione tra le ragazze romane prendendosi cura di loro sin dalla giovane età di 10 anni, offrendo loro rifugio e assistenza in una casa conservatorio, lontane dai rischi della strada, della miseria e della malattia.
L'Istituto fu destinato inizialmente a donne di malavita, ma estese nel tempo la carità a tutte le fanciulle povere. Le ragazze ricevevano cure e venivano educate affinché imparassero il lavoro domestico, così una volta divenute adulte potevano scegliere di entrare in Convento o trovare lavoro in famiglie come domestiche. Il Conservatorio contava sui beni messi a disposizione da nobili e ricche famiglie che facevano cospicue donazioni in cambio di messe di suffragio per le loro anime.
La Confraternita delle Vergini Miserabili ebbe la sua sede nella Chiesa di S. Caterina dei Funari, santa martire di Alessandria, la cui leggenda ce la descrive come una fanciulla di nobili natali, straordinaria in tutto, per la bellezza, il coraggio, la cultura, la fede cristiana. Caterina fece delle imprese mirabolanti: affrontò da sola cinquanta filosofi e demolì tutti i loro argomenti, mentre essi non seppero rispondere ai suoi quesiti e perciò furono bruciati vivi; poi rifiutò di sposare l'imperatore Massenzio e di rinnegare la propria fede. Per ciò fu bastonata per due ore di seguito, imprigionata e sottoposta a terribili torture con una ruota aculeata (la ruota di Santa Caterina ha dato il nome a un tipo di fuoco d'artificio) senza averne alcun esito. La sua costanza spinse alla conversione duecento soldati romani che furono immediatamente decapitati. Infine anche Caterina fu decapitata, ma dalle sue vene non uscì sangue, ma latte e il suo corpo fu portato dagli angeli sul monte Sinai dove sorge tuttora un grande monastero ortodosso con il suo nome. Nella cripta si può visitare anche la sua presunta tomba. In realtà storicamente non vi è traccia negli antichi documenti sui martiri dell'esistenza di Santa Caterina e tuttavia è stata immortalata anche da Michelangelo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina ed è venerata in tutto il mondo. Fu scelta, come loro patrona, dai "funari", ossia i fabbricanti di funi, antichi artigiani romani ed ecco perché la dizione "Santa Caterina dei Funari". Ma era anche la patrona delle donne giovani e nubili.
La chiesa a lei dedicata fu eretta nel XII secolo e rifatta nel 1560-64, con la facciata (di Guidetto Guidetti) che rappresenta uno dei migliori esempi del tipo a ordini sovrapposti. L'interno a una navata è di belle forme rinascimentali, con tre cappelle laterali, tra le quali si distingue quella del Vignola; pregevoli gli affreschi dei pittori Massari, Muziano e Zuccari. All'altare maggiore da ammirare il "Martirio e gloria della Santa" di Livio Agresti; ai lati "Storie della santa" di Federico Zuccari, che fu aiutato dal Raffaellino di Reggio.
Attualmente il Conservatorio di S. Caterina è una delle tante istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che operano in Italia. Oggi come oggi possiamo ben dire che questo Ente prosegue la missione educativa iniziata secoli prima, attraverso un'intensa attività di assistenza sociale, la gestione e la promozione di case-famiglia destinate all'accoglienza di bambini. Vediamo infatti nel 1988 avviare il progetto sperimentale "Insieme per Crescere" con il quale il Conservatorio si impegnava ad articolare interventi nel settore della tutela del bambino, diffondere la cultura per l'infanzia e realizzare iniziative in risposta ai bisogni dei minori in difficoltà, in attuazione della Legge 184/83.
Nel 1990 nasce la Casa Famiglia Casa degli Zii. L'istituzione della casa-famiglia rappresenta una significativa svolta nella storia del Conservatorio e nella cultura dell'assistenza ai minori, corrisponde infatti ad una fase più matura delle conoscenze intorno allo sviluppo infantile. Il bambino, anche in assenza dei genitori naturali, ha bisogno di ricche relazioni affettive, figure di riferimento su cui contare e adulti significativi con cui stabilire rapporti di intimità e fiducia.
La casa-famiglia privilegia i rapporti interpersonali e contribuisce a creare un contesto vitale emotivamente ricco. L'accoglienza nella struttura rappresenta anche un'occasione per seguire il bambino in modo efficace e competente. Troviamo infatti un'equipe formata da figure professionali altamente specializzate quali psicologo, assistente sociale, educatore che elaborano progetti finalizzati al singolo bambino al fine di portare avanti lo sviluppo della loro personalità in modo armonioso. L'equipe lavora osservando le relazioni che i piccoli hanno con i coetanei, fanno un approccio a quello che può essere il reinserimento nella famiglia d'origine, oppure facilitano l'accoglienza da parte di un nuovo nucleo famigliare attraverso lo strumento dell'affido o dell'adozione secondo le disposizioni della magistratura minorile.
Attualmente il Conservatorio ha a disposizione dei bisogni della comunità due strutture, Casa Diletta che può ospitare sei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni e L'Alveare ideata per ospitare tre nuclei mamma con bambino. Un posto è sempre riservato alla pronta accoglienza. Negli ultimi anni inoltre sono stati avviati progetti che hanno l'obiettivo di tutelare i diritti di fasce marginali quali disabili, ex detenuti, tossicodipendenti, favorendo il loro inserimento lavorativo e sociale. Il Conservatorio in questo modo ha fatto sentire sempre più la sua presenza sul territorio e oggi si popone, insieme con altri servizi socio assistenziali, come "la risposta qualificata" ai bisogni emergenti dei cittadini.
Per concludere questo breve ex-cursus, possiamo dire che tra arte storia e leggenda, si rinnova costantemente e si salda quello spirito di solidarietà umana e di assistenza sociale che rappresentano da sempre gli elementi distintivi del progresso e della civiltà di una società e di un popolo.



 
   
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