Rapporto ANPA: Italia ultima per riciclo imballaggi e prima per discariche!
05.03.2002
Rapporto
ANPA:
Italia ultima per riciclo imballaggi e prima per discariche!
di
F. Greco
L'Italia è
all'ultimo posto in Europa per il riciclo degli imballaggi e al primo per l'avvio
a smaltimento finale (discarica).
Con il 31% di riciclaggio degli imballaggi, l'Italia si colloca ultima non solo
dopo i pionieri della riduzione e del riciclo: Germania 81% di imballaggi riciclati,
Svezia 75%, Austria 65%, Olanda 57%, Danimarca 50%, ma anche di Francia (42%)
e Spagna (34%).
Gli italiani sono secondi solo alla Francia per consumo di imballaggi: nel 98
ogni francese consumava 199 chilogrammi di imballaggi l'anno contro i 193 degli
italiani che hanno un trend in continua crescita (nel 97 erano 184 Kg., nel
99 le stime dell'Istituto Italiano Imballaggi, parlano di 207 Kg.).
Sono solo alcuni dei dati riportati dal rapporto ANPA sugli "interventi
e le politiche di gestione per la prevenzione e minimizzazione degli imballaggi"
presentato a Genova.
Quanto è stato fatto finora in Italia può essere ricondotto a
scelte da parte dei grandi produttori di beni per ridurre il peso dei contenitori
(sia in vetro che in plastica che in metallo) allo scopo di risparmiare sul
contributo ambientale che il CONAI applica ai produttori di contenitori (che
a loro volta lo scaricano sul presso agli utilizzatori (es. aziende produttrici
di bevande, alimenti ecc.). Dunque una riduzione in peso per ottenere maggiori
o uguali performance da un minor uso di materiali senza però diminuire
il numero dei contenitori in circolazione. D'altronde quello della riduzione
delle unità in circolazione è un obbiettivo che non si può
chiedere a chi i contenitori li produce.
Lo stesso contributo ambientale italiano per sostenere i costi di raccolta e
riciclo dei contenitori è assai più basso rispetto ad altri paesi
dove l'intero costo è a carico dei consorzi addetti al riciclo. Si pensi
che per la plastica, a fronte delle 140 lire per chilogrammo di contributo ambientale,
in Germania sono previste 2918 lire al chilo, 336 in Svezia, 235 in Spagna e
166-287 in Gran Bretagna; in Austria, a seconda del polimero si varia da un
minimo di 394 lire per il PET a 397 per il PVC, ma ripaga anche in base alla
superficie occupata.
Secondo il Presidente del CONAI, Capodieci, la scelta di orientare le scelte
dei consumatori tramite strumenti fiscali a carico dei contenitori di più
difficile riciclo è dello Stato. Finora invece, per bloccare in Italia
il ritorno alla riutilizzazione (vuoto a rendere) dei contenitori per bevande
che in Europa è assai più diffuso che in Italia, è bastata
l'opposizione della Grande Distribuzione che ha fatto naufragare la stessa richiesta
dei produttori di birra che erano favorevoli alla reintroduzione dei contenitori
a rendere.
Tali dati Rafforzano le
richieste che FARE VERDE sostiene da anni a favore della reintroduzione del
"vuoto a rendere" dei contenitori di bevande, eliminando il maggior
numero possibile di contenitori "usa e getta", presenti in numero
crescente nelle campagne e sui litorali quale triste testimonianza del passaggio
dei "civili" umani!