ALBERO O PRESEPE, QUESTO E' IL PROBLEMA...
30.11.2001
ALBERO
O PRESEPE, QUESTO E' IL PROBLEMA...
di
Massimo Vaglio
Natale,
tempo di shopping e di febbrili preparativi, ormai più in onore al consumismo
che in ossequio alla tradizione e alla spiritualità della festa. Per
cui, via il retrograde presepe, convertito con il più pratico nordico
albero di Natale, più alto e sfarzoso che mai.
Gli ecologisti della domenica acquisteranno l'albero sintetico, per non contribuire,
secondo loro, al disboscamento delle montagne, niente di più sbagliato,
gli abeti sono prodotti in vivai appositi, e la loro coltivazione è un'attività
perfettamente ecocompatibile che contribuisce a sostenere l'economia montana
contribuendo significativamente ad arginare il dissesto idrogeologico derivante
dallo spopolamento delle zone montane, notoriamente causa di danni sempre più
ingenti e spesso irreversibili. Di abeti, se ne possono seminare centinaia di
migliaia, e dopo una permanenza in vivaio che può variare da qualche
anno a qualche decina d'anni, vengono svelliti e venduti per questo precipuo
scopo, un po' come si fa per un qualunque comune ortaggio, cavolo cappuccio
o lattuga che sia, o per fare un esempio più calzante, come si fa con
le effimere azalee delle giornate anticancro. Quindi, chi acquisterà
un abete vero, sosterrà un'attività agricola, o per meglio dire
agrosilvoforestale, perfettamente ecocompatibile, al contrario di chi acquisterà
un albero sintetico che invece sosterrà un' insalubre attività
industriale che finirà inesorabilmente col produrre anche un rifiuto
non biodegradabile. Una cosa assolutamente da non fare, specialmente alla nostra
latitudine, è quello di aderire all'immancabile appello di qualche amministrazione
comunale, che deciderà di mettere a disposizione dei cittadini, aree
apposite da attrezzare a verde, per porvi a dimora gli abeti dismessi. Il risultato
pratico di queste iniziative è la nascita di un effimero malinconico
giardinetto di piante moribonde, che invece di arredo urbano produrrà
degrado urbano. Queste iniziative, di cui sarebbe ingeneroso non riconoscere
le buone intenzioni, dovrebbero essere infatti precedute da un invito ad acquistare
invece dell'abete rosso, specie arboree più idonee al nostro ambiente.
Validi sostituti dell'abete rosso, poichè essenze più idonee al
nostro clima sono: il cedro del Libano, il tasso, il cipresso dorato, l'araucaria,
la lambertiana, ecc...da acquistare in vaso dal vivaista, innafiare regolarmente
e nebulizzare di tanto in tanto durante la loro permanenza in casa, evitando
di tenerli in un ambiente troppo caldo e buio. Subito dopo le feste possono
essere piantate in piena terra, oppure essere tenute in un angolo del balcone
non troppo assolato, così che, se curate diligentemente, possano assolvere
la loro funzione per diversi anni.
Allora ricapitolando, escludendo assolutamente l'albero sintetico, opteremo
per un efficace, algido abete rosso o meglio per un'essenza mediterranea, ma
ancora meglio per un animato presepe tradizionale, per il cui allestimento,
oltre alla Sacra Famiglia, basteranno gli eterni pastori che col tempo diventeranno
come persone di famiglia che farà piacere rivedere ogni anno; una cima
di pino, qualche ceppo di vite, il fatidico cipollaccio, un po' di muschio,
la cosiddetta "erva ti presepiu", (Sedum sediforme) un po' di pazienza,
passione e amore.