NUOVE SCOPERTE NEL CANALE D'OTRANTO
13.11.2001
APOGON
- NUOVE SCOPERTE NEL CANALE D'OTRANTO
di
Raffaele Onorato
Otranto:
città magica, con tratti costieri che sono, sicuramente, tra i più
belli del litorale orientale italiano. Una costa che, oltre all'importanza storica
e naturalistica, può vantare un notevole interesse speleosubacqueo. Sono
numerose, infatti, le cavità sommerse che gli speleosub del Centro di
Speleologia Sottomarina Apogon ed i ricercatori del Dipartimento di Biologia
dell'Università di Lecce, hanno scoperto e catastato lungo questo tratto
di litorale. Alcune di esse, come la grotta de Lu Fau o de Lu Lampiune, erano
già state scoperte ed esplorate alcuni anni fa, altre, invece, sono entrate
da poco nel patrimonio catastale della Federazione Speleologica Pugliese. Tutte
queste cavità custodiscono al loro interno dei veri tesori carsici e
biologici.
In alcune di esse, sono state osservate varie "stalattiti", grandi
fino a quasi due metri in lunghezza e 40 cm di diametro, completamente costituite
da materiale organogeno. Questi speleotemi, attualmente studiati dal Prof. Paolo
Forti, dell'Istituto Italiano di Speleologia di Bologna, e dal Prof. Genuario
Belmonte, del Dipartimento di Biologia dell'Università di Lecce, presentano
una particolare caratteristica: essi hanno una chiara direzionalità e
puntano verso il centro delle gallerie sommerse, in direzione dei punti di maggior
ricambio d'acqua all'interno della grotta. La cosa sorprendente è che
queste forme stalattitiche sono morfologicamente molto simili alle trays di
gesso descritte nelle grotte del Nuovo Messico (Calaforra & Forti, 1994)
anche se le condizioni al contorno sono ovviamente diversissime nei due casi:
sommersione totale nelle grotte di Otranto, condizioni aeree e con bassissima
umidità per le trays del Nuovo Messico.
Sulla base delle osservazioni condotte in grotta e di quelle successivamente
effettuate in laboratorio, si è giunti alla convinzione che la loro genesi
(come del resto la loro forma esterna) è abbastanza simile a quella delle
trays della Rocking Chair Cave in Nuovo Messico
Fino ad oggi nessuna stalattite totalmente organogena era mai stata descritta
per l'ambiente delle grotte marine e quindi si può ragionevolmente ritenere
che le condizioni idrodinamiche e biocenotiche delle grotte sottomarine del
Capo d'Otranto siano del tutto particolari, avendo permesso la genesi di queste
grandi concrezioni che, per la loro morfologia e per il loro meccanismo genetico,
dovrebbero essere chiamate "Trays biogeniche". Un'equipe internazionale,
guidata dal prof. Antonioli, sta cercando di datare le concrezioni, con aggiornati
metodi di indagine.
L'importanza della scoperta scientifica, però, non è seconda all'episodio
squisitamente umano che ha caratterizzato il rinvenimento di queste cavità.
Una delle nuove grotte sottomarine di Otranto, in particolare, ha toccato il
cuore dei nostri esploratori degli abissi. In essa l'erosione carsica ha scolpito,
in un diaframma di roccia, in modo pressoché perfetto, un grande "tau"
o croce greca, e delle piccole trays ne hanno impreziosito i contorni con i
loro merletti. Una lama di luce, che penetra da un ingresso opposto a quello
da cui gli speleosub si sono introdotti nella cavità, illumina suggestivamente
la "croce" da tergo. E' come se il grande Tau brillasse di luce propria,
e si staglia netto ed emozionante, con la sua aura azzurrina, nel buio abissale
dell'ipogeo.
Questa incredibile ed affascinante formazione, aveva indotto gli speleosub del
Centro Apogon ed i ricercatori dell'Ateneo leccese, ad imporre il nome di "Grotta
del Tau" alla cavità. Pochi giorni dopo la scoperta, però,
l'immane tragedia delle torri gemelle di New York ha sconvolto il mondo.
Otranto è la città dei martiri cristiani; nella grotta, il grande
Tau calcareo richiama il simbolo cristiano del martirio ma anche della speranza
e della vittoria del bene sul male. Tutti questi elementi hanno spinto gli speleosub
dell'Apogon e gli studiosi leccesi a dedicare l'ipogeo a tutte le vittime del
terrorismo. La bella cavità, vera cattedrale sommersa, ha dunque preso
definitivamente il nome di "Grotta Manhattan".
(*Centro di
Speleologia Sottomarina Apogon)