LA SPAZZATURA NON ESISTE !!!
11.11.2001
LA SPAZZATURA
NON ESISTE !!!
di
Massimo Vaglio
In
questi giorni, in barba alla volontà popolare, si sta alacremente lavorando
ai fianchi dell'odiata discarica di Castellino, la capienza della stessa, ormai
da tempo esaurita ha costretto le autorità regionali ad approvare un
ampliamento d'urgenza. Come se il suo esaurimento fosse stato un fatto improvviso
ed imprevedibile, un copione non scritto, ma quasi scontato, almeno per chiunque
segue con interesse queste vicende. L'esasperazione dei neretini, l'appello
dei medici, dei partiti, dei comitati, il buon senso, nulla hanno potuto contro
questa sciagurata decisione.
Chi scrive, é visceralmente contrario alle discariche, in quanto convinto
come un grande protagonista del XX secolo, che è meglio non nominare,
che l'immondizia non esiste. In effetti, se apriamo un sacchetto di rifiuti
non troviamo immondizia, bensì, carta, metallo, vetro, plastica, sostanza
organica, ossia materiali, tutte cose che avrebbero un valore, basterebbe volerlo.
Il problema discariche non si può banalizzare riducendolo ad un pur grave
problema di puzza molesta, le discariche sono dei veri e propri mostri ambientali
che un qualunque inconveniente tecnico può trasformare in vere e proprie
bombe ecologiche e che in molti casi stanno finendo di distruggere le nostre
già semi compromesse falde idriche e cosa sicuramente non da poco, costituiscono
un ingiustificato, enorme spreco di risorse. Le discariche, che i più
giovani possono credere nate insieme all'uomo, esistono invero da poco più
di un quarto di secolo, sino allora i rifiuti costituivano un prezioso concime
vivamente conteso a denaro sonante dagli agricoltori.
La spazzatura di allora tornava alla madre terra e veniva in pochissimo tempo
metabolizzata. Proprio qui risiede il nocciolo della questione, non si può
essere contrari alle discariche ed essere al contempo degli acritici riempitori
di cassonetti con roba pronta a sfidare i secoli. Si continua ad essere contrari
perché puzzano, quindi basta spostarle di qualche chilometro ed il problema
è risolto? Forse è esattamente il contrario, una discarica, più
è decentrata, e meno è controllata, ci potrebbe arrivare di tutto
comprese ceneri radioattive e rifiuti tossico nocivi magari paradossalmente
perfettamente inodori con buona pace di tutti, ignari e tranquilli.
Ad ogni modo ci vorranno secoli perché il materiale stoccato nella più
controllata delle discariche si mineralizzi e nessuno sa cosa potranno provocare
sino allora i terribili, venefici percolati. Il problema quindi non può
essere ridotto alla pur nauseabonda puzza, anzi la puzza sorbita sinora, avrebbe
dovuto sortire almeno un effetto positivo, avrebbe dovuto portare ad una vera
presa di coscienza contro il mostro, avrebbe dovuto educare, insegnare, portare
i cittadini ad invocare soluzioni diverse e non semplicemente delle discariche
più lontane dalla propria casa. Un problema di tale portata non si risolve
certamente spostando la discarica dal proprio giardino a quello del vicino.
Eppure, in fondo, non sarebbe necessario nemmeno produrre meno rifiuti, ma semplicemente
rifiuti diversi, biodegradabili, come si è fatto per secoli. Quarant'anni
fa si mangiava meno d'oggi? Non di certo, anzi è sicuro che si mangiava
molto più d'oggi, negli anni del primo miracolo economico, per reazione
alle privazioni degli austeri decenni precedenti si consumava di tutto e di
più, ma semplicemente confezionato più spartanamente d'oggi, che
una merendina da mille lire ha spesso una confezione tale, che se non fosse
prodotta in milioni di pezzi costerebbe già di per se più di mille
lire.
Bisognerebbe tornare a comprare con la testa e non come si fa attualmente con
gli occhi. Bisognerebbe che le aziende facessero la loro parte utilizzando ovunque
fosse possibile contenitori biodegradabili, a rendere, riutilizzabili. Queste
ipotesi non sono nemmeno prese in considerazione forse perché le più
economiche e perché risolverebbero radicalmente il problema, il business
dei rifiuti ormai è troppo grande e le relative lobby troppo ricche e
potenti, quindi si cerca di percorrere strade alternative alle discariche altrettanto,
se non ancora più costose e dannose; come gli inceneritori produttori
di diossina ed effetto serra, costosi quanto non collaudati impianti di trattamento
tal quale ecc.
Si obbietta che imporre imballaggi biodegradabili o riutilizzabili costituirebbe
un salto indietro nel tempo, un disagio per molti, un costo aggiuntivo per molte
imprese, ma la verità è che le pressioni contrarie sono troppe
e manca la volontà politica di affrontare e risolvere questo problema
epocale. Gli stati, quando vogliono riescono a trovare la forza e le risorse
per varare riforme di una complessità enorme (vedi moneta unica) sarebbe
ora che trovassero un accordo su qualcosa di enormemente più semplice,
e forse ancora più importante, la lotta all'imballaggio selvaggio.