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Quella sana virtù dell'immanenza
di
G. Colomba
Gongolare
al lieto pensiero di evadere dal fastidio di giorni scontati,
mai domi della insolente ripetività, è l'ossequioso
desiderio di molti, ma in quanti si destano dal seccante tedio
e si capacitano delle inebrianti grazie forgiate per noi da
madre natura
Nessun apprezzabile imbonitore è tale se non crede egli
stesso nella qualità della merce che vende e con l'umile
presunzione di un buon osservatore vorrei adescare la vostra
attenzione su ciò che ci circonda, scorgendo tra le mie
parole quelle sfumature di sensazioni rare che a tutti, almeno
una volta nella vita, è concesso di provare
Scevro da qualunque apprensione o affanno, volgo lo sguardo
e la mente laddove l'ordine è improcrastinabile e l'armonia
gela le artefatte dissonanze: l'ammaliante bellezza e il soffocato
stupore di un tramonto che fa capolino sulle nostre coste baciate
da un mare vivifico e cristallino, danno mostra di sé
dinnanzi al mio sguardo attonito e poco importa del flebile
frastuono in lontananza.
Il cielo terso, teso all'imbrunire, il mare quieto e assopito
dal rifiatare di un'opprimente calura, le torri veementi e fiere
a sorvegliare la pace, l'aria, mai assillante, ad arpeggiare
l'armonico simposio
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