Quella sana virtù dell'immanenza

di G. Colomba

Gongolare al lieto pensiero di evadere dal fastidio di giorni scontati, mai domi della insolente ripetività, è l'ossequioso desiderio di molti, ma in quanti si destano dal seccante tedio e si capacitano delle inebrianti grazie forgiate per noi da madre natura…
Nessun apprezzabile imbonitore è tale se non crede egli stesso nella qualità della merce che vende e con l'umile presunzione di un buon osservatore vorrei adescare la vostra attenzione su ciò che ci circonda, scorgendo tra le mie parole quelle sfumature di sensazioni rare che a tutti, almeno una volta nella vita, è concesso di provare…
Scevro da qualunque apprensione o affanno, volgo lo sguardo e la mente laddove l'ordine è improcrastinabile e l'armonia gela le artefatte dissonanze: l'ammaliante bellezza e il soffocato stupore di un tramonto che fa capolino sulle nostre coste baciate da un mare vivifico e cristallino, danno mostra di sé dinnanzi al mio sguardo attonito e poco importa del flebile frastuono in lontananza.
Il cielo terso, teso all'imbrunire, il mare quieto e assopito dal rifiatare di un'opprimente calura, le torri veementi e fiere a sorvegliare la pace, l'aria, mai assillante, ad arpeggiare l'armonico simposio…


 
   
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