Nardò e le sue bellezze

Il Mare di Sant'Isidoro

Il Mare di Sant’Isidoro – Foto Emanuela Rizzo (Tutti i Diritti Riservati)

Per chi arriva in Salento, i posti da scoprire sono veramente tantissimi: non solo c’è un mare favoloso pronto a prendersi cura del turista e del suo benessere, ma ci sono anche tantissimi monumenti che lo rendono luogo di attracco in qualsiasi periodo dell’anno. Se Lecce è sempre bella, ad ogni ora e in qualsiasi momento dell’anno, anche le cittadine vicine non deludono e ce ne sono alcune che negli ultimi anni stanno salendo sempre più alla ribalta.

Stiamo parlando, ad esempio, di Nardò, cittadina di quasi 32 mila abitanti conosciuta sia per il suo centro storico che per le numerose frazioni e marine. Una delle peculiarità di Nardò è che dal 1952 viene considerata una città dato che, in base a estensione e numero di abitanti, può essere classificata come uno dei centri più grandi della provincia. Nardò si trova a sud ovest di Lecce e confina con i paesi di Copertino, Veglie, Porto Cesareo, Leverano, Salice Salentino, Galatina, Galatone e Avetrana, paese della provincia di Taranto.

Un po’ di storia

Nardò è un centro molto famoso in provincia di Lecce perché, come detto, è un comune abbastanza grande e, quindi, molto fornito. Tuttavia, la sua storia è abbastanza radicata, dato che si pensa che le origini della cittadina in questione siano molto antiche. Per fare capire di cosa stiamo parlando, basta sottolineare che nelle grotte di Uluzzo, località che si trova nel territorio di Nardò, sono stati trovati dei reperti risalenti all’era Paleolitica.

Tuttavia, la città intesa nel senso stretto nasce nel VII secolo a. C. per opera dei Messapi, molto attivi sul territorio. Qualche secolo dopo, l’attuale Santa Maria al Bagno, nota frazione di Nardò, venne conquistata dai romani che ne espugnarono il porto. Da quel momento, Neretum divenne un municipium romano e fu così fino al 476 d.C., anno della caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Da quel momento le sorti della città cambiarono: Nardò non faceva più parte dell’impero romano, ormai finito, bensì dell’impero bizantino.

Grazie alla sua strategica posizione e alla presenza di numerosi sbocchi sul mare, Nardò è stata sin da subito destinata ad essere lungamente contesa dai popoli conquistatori che hanno lasciato moltissime tracce del loro passaggio e della loro permanenza in loco. C’è da sottolineare che durante la dominazione bizantina, a Nardò arrivarono moltissimi monaci basiliani, di culto orientale e tutto ciò influenzò non poco la città. Verso l’anno 1000, poi, ci fu un attacco saraceno. I barbari distrussero letteralmente la città e vi rimasero fino al 1055, anno in cui arrivarono i Normanni e con loro i monaci benedettini che si insediarono nella già nota abbazia di Santa Maria di Nerito.

Ovviamente non finisce qui, perché nel frattempo le dominazioni nel sud Italia e nel Salento si succedevano e nel XIII secolo fu la volta degli angioini che avevano conquistato tantissimi territori e che si insediarono anche nella città. Siamo all’epoca del feudalesimo e Nardò divenne un centro molto importante, comandato dalla famiglia dei Del Balzo, che fece vivere alla città dei momenti di estrema notorietà. Dopo i De Balzo, in città arrivarono gli Acquaviva, che furono dei veri e propri tiranni. Nel primo decennio del 1800 la città conobbe i moti carbonari, tanto che ivi nacque una setta molto importante, la Fenice Neretina, che combattette i Borboni nelle campagne al confine con il feudo di Copertino.

Nel 1861 venne eletto il primo sindaco del Regno d’Italia, che fu Nicola Giulio. Ma la città ha conosciuto il suo splendore massimo negli anni della seconda guerra mondiale, dato che proprio qui si riuscì a fare arrivare centomila ebrei sfuggiti alle deportazioni, che si fermarono in loco prima di partire verso Israele. In quel periodo, Nardò si trasformò in una cittadina con i chiari connotati ebraici: vi nacque una sinagoga e venne finanche creato un kibbutz, dove sorge la Masseria Mondonuovo. Proprio per questo, la città è stata insignita con la Medaglia d’Oro al merito civile nel 2005.

Cosa visitare a Nardò

Come sottolineato, la storia di Nardò è davvero molto gloriosa: di antichissime origini, la città è riuscita a mettersi in mostra sempre nel corso dei secoli, grazie anche alla sua favolosa posizione. Ci sono svariate testimonianze delle epoche passate: stiamo parlando dei vari monumenti da visitare a Nardò. Andiamo con ordine e segnaliamo, in primis, la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta  che nasce dove prima ci fu la sopracitata chiesa di Santa Maria di Nerito che ha fatto la storia della città.

La basilica venne ordinata da Urbano II e dal conte Goffredo e vide il suo inizio nel 1080. La sua architettura è quella della basilica, dato che ci sono sia le tre navate che la presenza di archi a tutto sesto e  sesto acuto. Ma quello che attira di più sono i vari affreschi di prestigio, tra cui quello di San Nicola che benedice in maniera greca, quello della Vergine con il Bambino e della Madonna delle Grazie e quello di Sant’Agostino. Imponente anche il Crocifisso realizzato nel XIII secolo, che è caratteristico poiché realizzato con legno di cedro nero (da qui il nome Cristo Nero).

Altra bellissima chiesa da visitare se ci si trova a Nardò, è quella di San Domenico, che risale al 1500 e che venne eretta per volere dei monaci domenicani. La caratteristica che balza subito agli occhi è che la facciata della chiesa è stata realizzata in due momenti differenti. C’è, poi, la Chiesa dell’Immacolata, anch’essa risalente al 1580. Nasce su resti di un castello medievale e si configura come uno dei capolavori della pietra leccese.

Troviamo, poi, la Chiesa di Santa Chiara, la Chiesa della Beata Vergine Maria del Carmelo, la Chiesa di Santa Maria della Purità, la Chiesa di San Trifone, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, la Chiesa di Santa Teresa e, infine, la Cripta di Sant’Antonio Abate che conserva numerosi affreschi in stile bizantino. Per gli amanti dello stile neoclassico, invece, consigliamo il Seminario Vescovile.

Per spostarsi sulle architetture civili, invece, segnaliamo il Palazzo dell’Università, altresì noto come Palazzo di Città nato per ospitare il Sindaco dei Nobili e il Sindaco del Popolo nel XVI secolo. Tuttavia, suddetto edificio crollò a causa di un forte terremoto che nel 1743 colpì la zona e venne ristrutturato interamente in stile barocco. Nella sua storia, il Palazzo in questione è stato anche sede del Tribunale di Lecce. Anche il Sedile ha un suo fascino e merita di essere visitato in tutta la sua bellezza, anche perché ha alle spalle antichi fasti e una storia molto lunga.

Foto di Lupiae da Wikipedia

Foto di Lupiae da Wikipedia Licenza CC BY-SA 3.0

Da non perdere il Castello Acquaviva, che ospitò la famiglia di feudatari che regnò nel XV secolo, e le varie Torri Costiere che avevano l’arduo compito di proteggere la città dagli attacchi dal mare. Ma quello che sicuramente caratterizza di più il territorio sono le masserie, fortificate e non. In questa precisa epoca storica c’è una forte rivalutazione di quelle che furono delle umili masserie e Nardò e tutto il suo territorio è fonte inesauribile. Ce ne sono veramente tante, ma vogliamo nominarne alcune. Ci sono la Masseria Abate Cola, la Masseria Ascanio, la Masseria Brusca, nota per le torri colombaie, la Masseria Le Stanzie, la Masseria Torre del Cardo, la Masseria Torre Mozza e molte altre ancora.

C’è, infine, da dire che il territorio di Nardò che, come abbiamo già sottolineato, è molto vasto, è famoso anche per le tantissime attrazioni paesaggistiche: tra tutte ricordiamo il meraviglioso parco di Porto Selvaggio.

Nardò sta diventando, soprattutto negli ultimi anni, un punto di riferimento per il turismo salentino, grazie anche a una forte rivalutazione del territorio. I turisti stanno scoprendo sempre più posti nuovi, che prima erano lontani dai vari circuiti noti. Il Salento è anche questo e deve essere scoperto e ammirato nella sua interezza, dato che si tratta di una delle zone più belle di Italia.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>